DUE CHIACCHIERE CON…ANTHONY FENNER, APERTURA DEI BEDFORD BLUES

Anthony Fenner, mediano di apertura inglese nato a Londra nel Dicembre del 1989, risponde a qualche domanda sul Sei Nazioni 2014, sul suo passato modenese e sul presente londinese.

L’ultima volta ci siamo incontrati al “White Lady”, il classico pub scozzese nel quartiere di PinkHill ad Edinburgo a pochi chilometri da quello che è considerato uno dei templi del rugby mondiale ovvero Murryfield, dove qualche ora prima Tony era seduto in panchina per il derby di Scozia tra Edinburgh e Glasgow. Il derby era stato perso da Edinburgo per pochi punti e Tony sapeva che quella era la sua ultima partita in Scozia per poi trasferirsi da Gennaio a Bedford, in Inghilterra.

Ciao Tony! Come si è conclusa la tua esperienza scozzese?

Ciao Ferra. E’ stata un’esperienza stupenda. Ho conosciuto persone fantastiche e molto professionali: dai miei compagni Denton e Laidlaw che giocano in nazionale scozzese all’allenatore Alan Solomans, mio ex allenatore in Sud Africa. Mi sarebbe piaciuto finire la stagione li ma così non è andato.

Ti sei spostato di qualche ora da Edinburgo! Come va la tua nuova esperienza in Inghilterra?

 La mia esperienza a Bedford sta andando molto bene. E’ fantastico essere tornato a casa mia a giocare a rugby. La squadra è ben attrezzata e giochiamo un rugby molto “alla mano” dove non si calcia molto la palla per avanzare ma si predilige un gioco con le mani da tutte le aree del campo.

Quale è la più grande differenza tra il campionato italiano e quello inglese?

Il campionato inglese è molto diverso da quello italiano! E’ più veloce e molto più fisico. Non ci sono partite facili e ogni squadra ha la possibilità di vincere contro le avversarie.

Cosa ne pensi del cucchiaio di legno italiano nell’ultimo Sei Nazioni?

Nonostante queste cinque sconfitte, ritengo che l’Italia stia migliorando e spero che a breve riesca a battere le nazionali più forti; sta iniziando a giocare un buon rugby e mi piace vederla giocare.

La tua cara Inghilterra è arrivata seconda nonostante gli stessi punti dell’Irlanda. Cosa è mancato per vincere?

Credo che l’Inghilterra fosse la squadra migliore in questo Sei Nazioni, ma la partenza lenta contro la Francia nella partita di apertura gli è costata il titolo. Penso che sarà molto difficile battere l’Inghilterra nella prossima Coppa del Mondo, che si giocherà proprio in Gran Bretagna.

Ricordi quel pomeriggio a Collegarola a calciare con i ragazzi dell’under 14?

(Sorride) Gran bel pomeriggio di insegnamento e divertimento. Ci sfidammo a calci piazzati tra la mia squadra e quella di Japie Naude. Erano ragazzi con voglia di imparare e scoprire qualche segreto sul come calciare. L’unico vero segreto è impegnarsi quotidianamente. Spero un giorno, vedendo il movimento crescente del Modena Junior di sfidare di nuovo i ragazzi…

A Modena come ti sei trovato? C’è ancora in Club House da Stefano e la Katia la  bandiera inglese che sventolavano in tribuna i Veterans quando giocavi tu…

E’ stata un’esperienza bellissima quella di Modena. Tutti quanti son stati molto carini con me e mi son sentito come a casa. Modena è una bella città con grandi persone. La bandiera è un bel ricordo che deve rimanere li!

Piani futuri?

Al momento non so dove sarà il mio futuro per il rugby giocato! Spero di poter continuare a giocare al più alto livello e proseguire la mia carriera per arrivare ad essere il miglior giocatore per le mie possibilità.

Ciao Tony e in bocca al lupo per il tuo futuro

Crepi! Ciao Ferra

Per non dimenticare : http://www.youtube.com/watch?v=XEXSGjWkaug

Francesco Ferraguti

Francesco Ferraguti

Giocatore di Modena Rugby, Siviglia e Perugia, attualmente allenatore dell'Under 14 del Modena Junior Rugby Club vi racconterò il mondo rugbystico modenese come nel classico terzo tempo di fine partita, dove tra un piatto di pasta e una birra (con musica in sottofondo) si scambiano due chiacchiere con gli amici. Restate sintonizzati! Rock 'n' roll!

Condividi