la sicurezza, questa sconosciuta

Dopo il terribile terremoto di sabato, l’idea di andare a giocare a Perugia non è che fosse proprio la nostra priorità, un po’ perchè da terremotati una certa fifa ce l’abbiamo sempre e un po’ perchè non ci sembrava il caso di impiegare forze dell’ordine e della protezione civile per una partita.
Non c’è stato modo di invertire il campo (nonostante la nostra disponibilità) e neanche di rinviare la partita nella settimana in cui recupera anche Trento, nonostante ce ne fosse la possibilità (cosa che sarebbe andata a nostro discapito, tra l’altro).
A Perugia volevano giocare.
E allora partiamo con i nostri 2 pullman in 100 (dovevamo essere in 110 ma qualche defezione l’abbiamo avuta), arriviamo in tangenziale a Perugia e ci piantiamo lì per mezz’ora (lavori in corso e fiera dei morti, un connubio perfetto).
La Polizia per fortuna si stufa di aspettarci (altrimenti non arrivavamo neanche in tempo per la partita) e viene a prenderci: ferma tutto il traffico, ci fa passare in contromano di qua e di là e ci fa scendere a un chilometro dal palasport (che con tamburi e borsoni vari non è proprio il massimo).
Alle 17 riusciamo a entrare e cosa troviamo? un risicatissimo spazio riservato a noi già praticamente riempito da chi è arrivato prima di noi.
Ci imbufaliamo non poco e mentre alcune di noi corrono ad aprire lo striscione per le popolazioni terremotate, seguono discussioni infinite che portano solamente al risultato di far spostare alcune persone per poterci allargare un po’.
Ma ci siamo comunque stipati in 200 in un posto che, comprese le scale, ne conteneva al massimo 100 (per essere generosi); quindi siamo stati per una partita intera, durante un evento sismico importante, dentro un palasport pieno fino all’inverosimile (direi anche più della capienza massima, vista la gente in piedi sotto alla curva sirmaniaci) senza nessuna via di fuga possibile, con la sicurezza appiccicata che ci chiedeva di spostare I BORSONI PERCHE’ SE SUCCEDEVA QUALCOSA IMPEDIVANO IL PASSAGGIO, pagando 15€ per non vedere una beata mazza (almeno io che ero in basso con il tamburo).
E ci siamo pure sentiti dire che siamo venuti in di più di quelli previsti!!! Come se avessimo stampato biglietti falsi, visto che ce li hanno centellinati!
Noi speriamo che in lega prendano provvedimenti seri per questi comportamenti antisportivi e che vanno a discapito della sicurezza delle persone.
Cara perugia, ricordati solo che devi ancora venire qui, anche se per vostra fortuna, il nostro Tempio è decisamente più accogliente, in tutti i sensi.
In tutto ciò, la cosa più bella è stata che, nonostante tutto questo, abbiamo vinto per la decima volta di fila contro perugia, nettamente e con determinazione.
Senza il videocheck e con gli arbitri che sanzionano solo noi, nonostante atteggiamenti fastidiosi anche dall’altra parte del campo.
Abbiamo vinto nettamente grazie al nostro cuore, al nostro essere squadra dentro e fuori da campo.
Abbiamo vinto nettamente nonostante tutti i grandi nomi di perugia e grazie alla voglia di riscatto di chi da noi è IL CAPITANO e che a perugia è stato trattato come uno qualunque.
Abbiamo vinto con i nostri cori sugli spalti, che sono farina del nostro sacco e non scopiazzati a destra e a manca.
Abbiamo vinto perchè dentro e fuori dal campo avevamo più fame di loro.
E ora sotto con Verona, ci vediamo domenica!!!!
FINO ALLA FINE AVANTI GIALLI!!!!

Irriducibili Gialloblu

Irriducibili Gialloblu

Rubrica semiseria di un gruppo che vive il volley come una bella malattia. Anche se l'Italia, si sa, è un Paese di allenatori di tutti gli sport, cercheremo di non farci prendere dalla frenesia di improvvisarci giornalisti e vi racconteremo cosa succede al Palasport (e non solo) dal punto di vista del tifoso irriducibile, nel bene e nel male con una buona dose di ironia perché, in fin dei conti, andiamo alla partita soprattutto per stare insieme e divertirci.

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