Eh si, la culla della pallavolo mondiale siamo noi, e se scoppia la febbre gialla son guai, per tutti. Proprio così, Modena vive la pallavolo come nessunaltra città al mondo, il pubblico di Modena (che spettacolo quando Antonie lo urlerà domenica sera ) ama la pallavolo e sa di pallavolo come nessunaltro pubblico al mondo. Perché? Perché nulla nasce per caso, perché Franco Anderlini prima e i fratelli Benito e Giuseppe Panini poi, qui, in casa nostra, dagli anni cinquanta hanno reso Modena la città della pallavolo. Tre squadre in serie A tutte gialloblu negli anni 50 e poi linizio del mito Panini, che insieme a quello della Ferrari rappresenta la nostra città in tutto il mondo. Ma torniamo alla febbre gialla: è quel virus che si scatena al PalaPanini e nei palazzetti italiani quando Modena decide che è il momento di far valere presente e passato, di mettere il volley sopra ad ogni cosa. Lultima volta che la malattia ha colpito, eccome se ha colpito, era la stagione 2010/11, in un Palazzo stracolmo di cuori gialli col sangue blu Modena abbatteva Trento, con Daniele Bagnoli in panchina, lalzatore (nessun aggettivo in più) Bruninho a dar spettacolo e Angel Dennis a demolire gli avversari con una serie di 7 ace che nessuno ha più scordato. Tutti sappiamo comè finita quella serie: il capitano in gara 5 si tocca la coscia, il popolo gialloblu in massa a Trento si ammutolisce, ci si guarda negli occhi, si, si è rotto, e il sogno svanì. Stavolta la febbre gialla è tornata, forte, fortissima, ieri sera, in un PalaTrento che ad infiammarlo aveva una macchia gialloblu. Non era il pubblico di casa, fiacco, disilluso, spento, era il gialloblu vero, originale, mudnes al 100%, quello degli irriducibili, quello dei modenesi. Bruninho, il palleggiatore (ancora nessun aggettivo da aggiungere) ha alzato come solo lui sa fare, Kovacevic, Bartman e NGapeth hanno difeso e picchiato senza tregua, Sala e Beretta altrettanto, Manià è saltato come un grillo .a “guidare” ci pensava un grande, Angelo Lorenzetti. Risultato? Un tre a zero che ha messo paura a tutti, non solo a Trento, in un angolo e muta, ma anche a Macerata e compagnia. La febbre gialla è esplosa guai a chi la ferma, perché non succede, ma se succede .



































































































