Tiriamo le somme

Mai avrei immaginato all’inizio di questa avventura di dover scrivere un giorno del totale fallimento del Sassuolo Calcio in serie A.

Invece con addirittura 8 giornate di anticipo, i neroverdi sono retrocessi.

Certo i più ottimisti o i meno realisti, diranno e dicono che non è ancora finita, che la matematica non ci condanna e che la speranza è l’ultima a morire.

Tutto vero, casomai domenica battiamo la Roma e questo articolo diventa carta straccia più degli altri già scritti, ma il realismo mi porta a esprimere ciò che avete letto qualche riga sopra.

Sia chiaro, nessun dramma, poteva succedere, lo sapevamo e alla fine purtroppo è successo, ma quello che fa veramente infuriare il sottoscritto è il modo assurdo e incomprensibile in cui gli eventi hanno portato a questa disfatta.

Credo sinceramente che la nostra retrocessione inizi al goal di Missiroli contro il Livorno nell’ultimo secondo dell’ultima partita in serie B del Sassuolo.

Da li in poi, infatti gli errori si sono moltiplicati, passando da piccole dimenticanze a enormi sbagli che hanno creato un unico risultato, la retrocessione.

Sassuolo era una bella favola, una società sana, con un padrone estremamente facoltoso, ma in realtà guidata da uomini che il neroverde lo avevano nel sangue come Carlo Rossi e Remo Morini.

Da qui si doveva ripartire, senza farsi prendere la mano, ed invece si è voluto stravolgere tutto, inserendo gli uomini di master group e la signora Squinzi che hanno totalmente stravolto l’anima di un progetto vincente, con i risultati che tutti conosciamo.

La gestione della questione stadio è stata a dir poco disastrosa, la mancata presentazione della squadra in piazza a Sassuolo, un affronto a tutta la città, gli abbonamenti usciti la settimana di ferragosto un’ottima operazione di marketing, per fortuna che siamo gestiti dalla prima azienda marketing in Italia….

Ma naturalmente per quello che riguarda il campo, non sono certo questi gli errori che hanno decretato il fallimento della prima (e speriamo non unica) presenza in serie A del Sassuolo.

C’era bisogno anche di un capolavoro, naturalmente al contrario, dal punto di vista della gestione sportiva della squadra e del mercato.

Ci presentiamo ai nastri di partenza con un budget che la maggior parte delle squadre di serie A si sogna ma incredibilmente riusciamo a collezionare acquisti di signori nessuno pagati come fossero campioni, inoltre ci intestardiamo su giocatori che chiaramente preferiscono altre destinazioni (Zapata) e alla fine compriamo in fretta e furia, facendo l’unico vero colpo di mercato (Pegolo) negli ultimi minuti prima della chiusura, alla faccia della programmazione.

Inoltre riusciamo anche nell’intento di rovinare un gruppo, stravolgendo le gerarchie e i valori e mancando di rispetto a giocatori come Pomini che al Sassuolo hanno dato tutto.

I risultati li sappiamo tutti, facciamo un girone d’andata come se fossimo sulle montagne russe ma incredibilmente siamo ancora in lotta per salvarci.

Abbiamo bisogno di rinforzi è ovvio, ma qui la dirigenza neroverde cala tutti gli assi in una volta; compriamo dodici giocatori dodici a gennaio bocciando in toto quindi, tutto ciò che era stato fatto fino a quel momento, ma non contenti esoneriamo anche l’allenatore seguendo gli umori della piazza.

Io di calcio sono tifoso e degli aspetti tecnico tattici ne capisco davvero poco, ma un dubbio mi sorge, se cambiamo dodici giocatori vuol dire che la squadra di prima non andava bene, quindi l’allenatore che ti ha comunque tra alti e bassi tenuto sulla linea di galleggiamento nonostante i mezzi tecnici ridotti va confermato al 100%.

Invece no, esoneriamo Di Francesco, per prendere Malesani che come la cometa di Halley passa velocemente e che speriamo sinceramente di rivedere tra 75 anni, per riprendere nuovamente Di Francesco.

L’Eusebio bis purtroppo non porta i risultati che si sperano, e come sono le cose ai giorni nostri tutti lo sappiamo.

Tolta la piccolissima fiammella della speranza che come da detto popolare è l’ultima a morire, c’è da pensare a come affrontare la serie B del prossimo anno.

La piazza come al solito è fantastica e si sono già scatenate voci di nomi altisonanti per i posti di comando della società neroverde.

Concludo queste poche righe sconclusionate con una preghiera diretta a Lei Dott. Squinzi, se deciderà come mi auguro di rimanere al timone di questa società, faccia tesoro degli innegabili errori di quest’anno, faccia pulizia del circo che si è creato e rimetta al proprio posto chi al Sassuolo ha dedicato la propria vita.

Non le chiedo di far giocare qui la squadra, so che è un’utopia, ma le chiedo di permettere alla città di rivivere la propria squadra, siamo una bella favola, non roviniamo il finale.

 

Simone Corsi

Simone Corsi

Questa rubrica sarà sempre "work in progres" perché, sinceramente, la mia opinione di tifoso è in continua evoluzione vista la situazione che sta vivendo il Sassuolo calcio. Ho iniziato a seguire i neroverdi nel 1984, l'anno della prima storica promozione in c2, e li seguo ancora in modo differente. Per anni sono stato nel direttivo degli Alkatraz Ultras Sassuolo e ho contribuito a tenere vivo il tifo neroverde nei bui anni della serie D. Oggi frequento la curva, conosco i ragazzi che la gestiscono ma non ho a che fare col tifo organizzato neroverde. Largo ai giovani!!! Mi ritaglio quindi un ruolo di osservatore/scancheratore che su questo sito dirà ciò che pensa come ha sempre fatto senza alcuna censura.

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