OLANDA CAMPIONE DEL MONDO DI WHEELCHAIR HOCKEY

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Gli Olandesi vincono per l’ennesima volta il mondiale di wheelchair (solo nel 2009 secondi, del resto sempre vincenti in questo sport) battendo in finale il Belgio per 1-0.
Partita brutta la finale, forse l’unico match in tutto l’evento a non registrare spettacolo, ma l’esperienza del mondiale precedente impone agli arancioni un gioco molto tattico, dove niente è concesso al solito spettacolo, palla lenta, doppia marcatura sul fenomeno belga Sarrazyn (miglior giocatore del mondiale), un gol del capitano Kamal nel primo tempo basta e avanza. Il gioco dei Diavoli Rossi, dove tutti fanno da scudieri al loro campione mette paura ai tulipani che per la prima volta nella loro storia vincono senza dare spettacolo nonostante abbia solo campioni. Complimenti al Belgio per essere diventata una grande squadra.

L’Italia dopo aver perso la prima partita dei play out contro la Svizzera per 4-5 con gol subito ai supplementari(partita molto nervosa e piena di errori) ottiene il settimo posto battendo i canguri Australiani (9-3), bellissimo match all’insegna della sportività da parte di entrambe le squadre.

Per il terzo posto è derby scandinavo dove la Finlandia ha la meglio sulla Danimarca con l’ultimo gol nei tempi supplementari, match molto combattuto tra i padroni della Germania e la Svizzera con la vittoria di misura dei teutonici nel match per il 5-6 posto.

CLASSIFICA FINALE
1- OLANDA
2- BELGIO
3- FINLANDIA
4- DANIMARCA
5- GERMANIZ
6- SVIZZERA
7- ITALIA
8- AUSTRALIA

Lorenzo Vandelli

Lorenzo Vandelli

Ciao ciao, sono Lorenz e seguirò per voi la disabilità nello sport parlando non solo di vittorie, ma anche di tutto ciò che è nascosto dietro le quinte dello sport paralimpico modenese. Ampio spazio alla squadra di wheelchair hockey del Sen Martin impegnata nel campionato nazionale di A2, squadra di cui sono anche il capitano (permettetemi un po’ di orgoglio), ma anche spazio ad altre realtà sia di squadra che singole con vari campioni presenti nella nostra provincia (Camellini e Azzolini per fare due nomi su tutti). Se lo sport è parte fondamentale della vita delle persone normali (tra virgolette), vi renderete conto di quanto sia altrettanto importante per ragazzi-ragazze che devono anche convivere giornalmente con problemi fisici e/o mentali. Raggiungere prestazioni di un certo tipo nello sport è solitamente faticoso, richiede sacrifici e rinunce, necessità di fondi spesso mancanti: come nello sport “normale” gli stessi problemi si rispecchiano nello sport paralimpico, a volte con l’aumento delle persone coinvolte, perché avendo determinate limitazioni ogni atleta ha il bisogno continuo di avere al fianco una persona che lo aiuti oltre all’allenatore di turno. Solo negli ultimi anni lo sport handicap (come lo chiamano ancora molti, a me piace più che paralimpico) inizia ad uscire dal guscio, inizia a far parlare di sé anche all’esterno della propria nicchia composta esclusivamente dagli atleti stessi e dai propri familiari. Una volta qualcuno mi chiese: “Ma vincere in carrozzina che sapore ha?” “Lo stesso sapore che vincere da in piedi, perché richiede gli stessi sforzi e gli stessi sacrifici. Lo sport è vita in qualsiasi condizione tu sia!”

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