foto De Rienzo
E’ in questo periodo (1925) che l’appassionato di calcio inizia a essere indicato come “tifoso ” a indicare quello stato ( gia ritenuto deprecabile allora ) di deliquio febbrile che lo pervadeva.
Con la normalizzazione del quadro sociale affermatasi col fascismo gli eccessi dei primi anni 20 andarono diminuendo , pur non venendo mai a mancare episodi di violenza occasionali.
Lo stadio divenne a Modena un luogo piuttosto tranquillo , borghese , operaio e infine privo di distinzioni classiste. Negli anni 50 e poi ancora 60 il pubblico modenese era un pubblico piuttosto tranquillo , distaccato , applaudiva , tutt’al piu’ fischiava a fine partita.
Si arrivo’ cosi al 1968 quando il tifo gialloblu era sostanzialmente coagulato attorno a qualche bar ( il Diana o il GUF ) e , soprattutto , al Club del Canarino , con sede in via Malatesta , l’unico che organizzasse trasferte .







































































































