Quello intervistato da umbria24.it, è un Novellino molto deluso e arrabbiato, a causa del comportamento dei tifosi del Perugia. Per Monzon era una partita speciale, lui che a Perugia è passato sia da giocatore, che da allenatore e che quella città la porta ancora nel cuore con bellissimi ricordi, per questo non si aspettava il trattamento riservato dai tifosi biancorossi. Queste le sue parole: “Del mancato applauso dei tifosi del grifo, me ne ricorderò per un pezzo. Con il passare delle ore il dispiacere è aumentato, fino a diventare una pietra che ho sullo stomaco. Io non ho nulla di cui pentirmi o giustificarmi, sono offeso. Non accuso nessuno, ognuno è libero di comportarsi come vuole. Però ci tengo a ricordare che quando si provava a far rinascere il Perugia, io c’ero e ci ho messo la faccia. Perugia mi ha dato tanto ed era venuto il momento di restituire qualcosa e io lo feci d’istinto e senza calcoli. Non ho rivendicazioni da fare, chi deve sapere cosa ho fatto per la causa del grifo lo sa e questo mi basta. La partita dura 90 minuti, poi si volta pagina. In italia non c’è cultura sportiva, non si salvaguardano i valori, i sentimenti e il senso di appartenenza. Guardate in inghilterra cosa hanno fatto a Lampard domenica i tifosi del Chelsea, un mare di applausi! Da noi un ex si fischia a prescindere. Perugia è uguale a tutte le altre piazze. Anche Cosmi, che aveva fatto i miracoli, quando venne al Curi da allenatore del Genoa, venne fischiato. Prima o poi passerà anche questa delusione e ancora una volta ha ragione mia moglie che mi sgrida dicendomi che sono troppo sentimentale”.







































































































