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Terraquilia Handball Carpi: lettera di Luigi Malavasi ricordando la vittoria in Supercoppa Italiana

La vittoria della Supercoppa Italiana 2014 da parte della Terraquilia Handball Carpi è ancora negli occhi degli appassionati biancorossi. Il 13 settembre a Pescara la Junior Fasano veniva battuta per 30-28 dopo i tiri di rigore e Luigi Malavasi alzò la coppa in Cielo. Oggi sul sito della squadra è stata pubblicata una lettera del portiere-capitano, un bel resoconto di emozioni e ringraziamenti molto toccanti. Ecco il testo integrale:

“Di ritorno dalla trasferta di Pescara, dopo il trionfo in
Supercoppa Italiana di poche ore fa, ho ancora le
idee confuse. So solo che vorrei che questa sensazione
di completo appagamento non finisse
mai, e quindi mi ostino a restare sveglio. No, non
posso andare a letto, anche se sento le palpebre
tremendamente pesanti. Prima voglio fissare
nero su bianco quello che provo, nella convinzione
(nell’illusione?) che niente più di una pagina
scritta possa catturare e preservare integra un’emozione.
Non riesco a credere di avere sollevato un trofeo
dopo anni di amarezze, beffe e frustrazioni. Più ci
penso, più mi sembra incredibile che questa
volta, alla faccia di tutti e di tutto, ce l’abbiamo
fatta. Quando ho alzato al cielo la coppa, la nostra
coppa, è stato come dire a me stesso che
vale sempre la pena inseguire un sogno, lottare
fino in fondo per un obiettivo. La vittoria di oggi –
sudata, per certi versi incredibile – è la cosa più
bella che mi sia mai capitata da quando per la
prima volta ho indossato la tuta da portiere. E
non ci sono parole per descrivere in modo esauriente
cosa tutto questo significhi.
La sola cosa che mi viene in mente in questo momento
– sarà l’euforia di questo interminabile
dopogara, saranno le birre che ho tracannato
durante i festeggiamenti – è che sento il dovere
di ringraziare un sacco di persone, tutti coloro,
cioè, che quest’oggi hanno gioito con me e per
me. E quindi, senza ulteriore indugio, ringrazio i
miei compagni di squadra, dal primo all’ultimo:
chi ha avuto la fortuna di scendere in campo e chi
ha sofferto in panchina; chi suda con me tutte le
sere da dieci e più anni a questa parte e chi è arrivato
un mese fa; chi questa sera non c’era ma
avrebbe voluto esserci.
Vi ringrazio, ragazzi, perché come squadra mi avete
consentito di provare una gioia immensa, unica
nel suo genere. Vi ringrazio perché quando
tutto sembrava perduto, dopo un inizio stentato,
non avete mollato. Ringrazio chi ha giocato la
partita perfetta e chi, nelle difficoltà di una prestazione
sottotono, ha saputo reagire e tenere
duro. Ringrazio i vecchi e i giovani, i veterani e i
nuovi arrivati, gli italiani e gli stranieri: tutti insieme,
quest’oggi, siamo stati una squadra con un
cuore grande così!
Ringrazio poi la società, che ci ha messo nelle
condizioni di vivere queste ore indimenticabili.
Ringrazio gli appassionati e i tifosi, giunti in pullman
sino a Pescara per darci coraggio: la vittoria
di questa sera è anche merito vostro!
Ringrazio i due allenatori, che ci hanno preparato
più e meglio degli avversari: la professionalità di
cui avete dato prova è stata inferiore solo al vostro
entusiasmo.
Ringrazio il fisico, il mitico fisico, che è riuscito a
farmi scendere in campo nonostante pochi giorni
fa avessi una caviglia grossa come una palla
da bowling.
Ringrazio tutti i compagni della passata stagione
che, per i più diversi motivi, non sono più con noi:
sono certo che una parte della nostra gioia sia
arrivata nelle vostre case.
Ringrazio la mia futura moglie, che per motivi di
lavoro non ha potuto seguire la partita dal vivo: a
Pescara fisicamente non c’eri, ma io ti ho portato
con me.
Ringrazio infine tutti i membri della mia famiglia,
che hanno sofferto palla su palla; mia madre,
che non ha avuto la forza di guardare la sequenza
dei rigori; e soprattutto mio padre: so cosa significa,
per te, questa sera è anche merito vostro!
Forza Carpi!”

Santiago Roque Favilla

Santiago Roque Favilla

Mi chiamo Santiago Roque Favilla, sono nato a Buenos Aires (Argentina) il 21 maggio del 1992 e sono italo-argentino. Sono arrivato in Italia con la mia famiglia nel giugno 2002, vivendo tra Potenza, Spezzano Albanese e Castrovillari. Infine, nell’estate del 2008 ci siamo trasferiti a Carpi. Vado all’università (Scienze della Cultura a Modena) e mi piace molto scrivere di calcio. Spero di dare un buon contributo all’interno di Parlando di Sport, occupandomi non solo del Carpi ma anche della Handball Carpi, squadra di pallamano militante in Serie A.

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