foto Vignoli da modenafc.net
Sognavano un centrocampista completo, i tifosi del Modena; uno che sapesse fare entrambe le fasi, e soprattutto la DIFFERENZA. Non sono stati accontentati nel mercato di riparazione, ma come si dice in questi casi: “Non tutti i mali, vengono per nuocere!”. Ebbene si! Perché Novellino viene esonerato dopo la sconfitta contro il Bari, e la coppia Pavan-Melotti dà fiducia ad un ragazzo straniero classe 93’ nella delicatissima trasferta al Rigamonti di Brescia.
Alessandro Martinelli, di ruolo mediano, è un ragazzo di poche parole; uno di quelli che bada al sodo per intenderci. Nato a Mendrisio quasi 22 anni fa, ha lasciato il suo paese appena maggiorenne per trasferirsi a Genova, sponda blucerchiata. Con la maglia della Sampdoria completa il suo percorso nelle giovanili, prima di cominciare la sua carriera in Lega Pro. Al Portogruaro diventa professionista; al Venezia, l’anno successivo, si conferma coi grandi. Segna un gol “alla George Weah” che fa il giro del mondo e si guadagna il salto in cadetteria.
Martinelli, dicono, fa le cose facili, ma le fa bene. Detta i tempi come un orologio svizzero e “picchia” come un soldato elvetico. Insomma, il giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero avere; poche chiacchiere e tanta, tantissima sostanza.
Eppure, la sua avventura sotto la Ghirlandina non era cominciata benissimo. Rilegato in panchina nella gestione precedente, sembrava non rientrare nel progetto del Club di viale Monte Kosica. Puntuale e ordinato come sempre, con il sangue freddo e quella grinta di chi vuole arrivare, ha aspettato il suo momento e si è fatto trovare pronto. Ha fatto a spallate tra le casacche canarine per conquistarsi un posto sul rettangolo verde; ha lottato, come sempre, per prendersi la SUA maglia e, ora che ce l’ha in pugno, è pronto a difenderla con le unghie e con i denti.








































































































