Basta guardare la classifica, ripensare a come ha giocato il Modena ieri, rivedere i gol che fanno le altre squadre e il pensiero arriva, secco, diretto, immediato, qua il rischio è altissimo. La verità è che oggi, dopo una gara giocata solo 45′ e non 90 ad Avellino chiunque abbia a cuore il Modena Fc sente un senso di paura e di vuoto che è fondato. I gialli non hanno un giocatore che faccia gol a parte Granoche, il centrocampo è carente di un regista e di un uomo di esperienza, la squadra non ha personalità e l’effetto Pavan-Melotti sembra essere già svanito. Ecco allora che le strade sono due: o i giocatori fanno quadrato e si tirano fuori dal mischione non facendo tremare le gambe contro l’Entella sabato 11 aprile o le porte per l’inferno della serie C sono spalancate. Questa stagione fallimentare può ancora non trasformarsi nel dramma sportivo di una città, ma ora più che mai serve la consapevolezza che è dura, durissima, ma ci si può salvare, il tempo c’è. Inutile stare a sottolineare gli errori marchiani di Caliendo, a quello si penserà a fine stagione, ora contano solo i punti, conta solo non tremare, perchè tremando si retrocede, o peggio ancora.
La paura c’è, eccome, è fondamentale non tremare.
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