Ed alla fine, a forza di errori, il fondo è arrivato. Il Modena di Caliendo, in un campionato che definire mediocre è assolutamente riduttivo si ritrova a giocarsi i playout e la serie B all’ultima giornata. Difficile contare o tentare di elencare gli errori fatti dal presidente quest’anno, ciò che purtroppo conta, al momento, è una sola cosa: il Modena è in ginocchio. Mercato estivo sbagliato, quello invernale autolesionistico, non un euro in tasca, litigi, continue uscite fuoriluogo e alla fine, i nodi, sono venuti al pettine. L’idea è che se a gennaio, quando tutti si erano accorti che non c’era un penny, Caliendo fosse andato davanti alle telecamere dicendo la verità, la squadra avrebbe avuto un appoggio esterno e anche una coesione interna che invece, a forza di bugie, hanno portato ad un’implosione. Il Modena non è arrivato a giocarsi la serie B all’ultima giornata perché le altre squadre hanno fatto meglio o per qualche errore arbitrale: Caliendo ha, da solo, messo in ginocchio la squadra di cui è diventato Presidente. La farsa finale, quella del richiamo di Novellino, che nessuno voleva (né lo stesso Presidente, né Taibi, né la squadra), è stata la ciliegina sulla torta di una gestione scriteriata del Modena Fc. In questo momento, in cui tra crisi economica e compagnia, la vita di tanti non è in discesa, la squadra della propria città rappresentava molto di più che uno svago, nella nostra città si è assistito a ciò che in troppi si aspettavano: la rovina di un bene che in realtà appartiene a tutti, non ad una persona. Il Modena, come tante volte abbiamo letto su tanti striscioni, è di chi lo ama. Venerdì a Latina 11 ragazzi con allenatori spodestati in panchina avranno l’onere di provare a tenere viva la passione di decine di migliaia appassionati: metteteci tutto, quella maglia gialla vale tanto, tantissimo, per tante, troppe persone.








































































































