Con l’ormai imminente cessione di Zaza alla Juventus, il Sassuolo di Di Francesco è alla ricerca di una nuova prima punta. Dalle ultime indiscrezioni, il nome più caldo sul taccuino dei dirigenti neroverdi sarebbe quello di Duvan Zapata, attaccante classe ’91 che da due anni milita nel Napoli. Quello del colombiano non è un innamoramento recente per il club del patron Squinzi; due anni fa, prima di approdare in Campania, era stato vicinissimi ai neroverdi, e solo un’offerta last minute di De Laurentis aveva fatto virare la trattativa verso altre direzioni. La domanda che si fanno i tifosi neroverdi a questo punto è “può Zapata essere un degno sostituto di Zaza”?
Ci sono una serie di ragioni che portano in questa direzione, prima di tutte la media gol: nei due anni di Napoli, Zapata ha collezionato 11 gol in 33 presenze, un gol ogni tre presenze. Nello stesso lasso di tempo, l’attaccante lucano ha messo a segno 21 reti in 69 apparizioni: praticamente identica. Ma il divario si allarga iniziando a considerare i minuti giocati dai due: con riferimento al solo 2014/2015, Zapata ha timbrato per 6 volte il cartellino a fronte di soli 656 minuti giocati (per una media spaventosa di 0.82 gol ogni 90 minuti); d’altro canto Zaza ha messo a segno 11 reti in 2586 minuti (media gol di 0.39 gol ogni 90 minuti). Al di là delle marcature, quasi tutte le statistiche rapportate al minutaggio giocato (sempre medie sui 90 minuti) sorridono all’attaccante colombiano, anche nelle categorie in cui Zaza eccelleva ; dai duelli aerei vinti (46% contro 38%), ai tiri in porta (3.98 contro 2.7), dai passaggi riusciti (13.7 contro 12.1) fino alle occasioni da rete create (0.96 contro 0.45).
In poche parole: Zapata ha avuto un grande impatto sulle partite del Napoli. Ulteriore testimonianza di ciò è stata la fiducia datagli da Benitez, che lo ha schierato in campo 21 volte nell’arco della scorsa stagione nonostante la concorrenza di un parco attaccanti di altissimo livello.
Quando si analizzano questo tipo di giocatori – elementi di indubbio talento, ma riserve in grandi squadre- non è mai facile riuscire a estrapolare il loro valore dal contesto tecnico che lo ha prodotto. E in questo senso risulta ancora più difficile provare a immaginarsi Zapata all’interno di un impianto di gioco come quello neroverde, le cui differenze dal sistema di Benitez sono infinitamente superiori ai punti di contatto. Se da un punto di vista statistico l’affare avrebbe enorme senso, alcune considerazioni tattiche potrebbero far pensare il contrario
Nella conferenza stampa post-partita di Sassuolo-Juve, prima grande partita della stagione neroverde, il mister dei bianconeri Max Allegri aveva lodato, dell’attacco di Di Francesco, proprio la capacità di essere efficace senza il supporto del resto della squadra. Questo discorso con Zapata non è più possibile: il colombiano è un giocatore meno mobile e tecnico di Zaza, praticamente inutile quando è lontano dalla porta. Intendiamoci; neanche Zaza è un attaccante di manovra- un giocatore alla Ibrahimovic. Ma le qualità tecniche, la capacità di proteggere palla e la visione di gioco del bomber di Policoro lo rendevano un elemento utile anche nel gioco in campo aperto e fronte alla porta, abbastanza efficace perchè il sistema continuasse a girare. Zapata non ha a disposizione queste capacità, o almeno non le ha ancora dimostrate; dei 12 gol messi a segno con la maglia del Napoli, solo 1 è arrivato da fuori area di rigore , tutti lo hanno visto ricevere un assist di un compagno e in quasi tutti si vedeva la squadra alta in blocco alle sue spalle.
La questione Zapata sarà uno snodo importante del mercato neroverde: il giocatore colombiano presenta, come tutti, i suoi pro e i suoi contro. Nei suoi due anni di Napoli a dimostrato di avere, oltre a un fisico statuario, una grande freddezza negli ultimi metri, ma poca capacità di variare il suo gioco. Di Francesco e lo staff tecnico neroverde dovranno fare un grande lavoro per capire se e in che misura l’attaccante cafetero possa collocarsi all’interno dei principi di gioco del Sassuolo, e valutare di conseguenza. Talento e carta d’identità sono dalla sua parte.








































































































