Il Sassuolo ha rialzato subito la testa dopo la brutta sconfitta contro l’Empoli. Di chi è il merito? Dei giocatori feriti nell’orgoglio? Dell’allenatore che li ha strigliati per due settimane? Della società che sta sempre vicina alla squadra? Non c’è una risposta vera e una sbagliata. La verità è che questo gruppo sta dimostrando una grande maturità, un solidità che poche altre squadre in Serie A possono vantare. La vittoria contro una grande squadra come la Lazio ha mostrato la forza di un gruppo che ha saputo imparare dagli errori fatti contro l’Empoli, al “Castellani” i neroverdi hanno giocato una brutta partita, forse figlia di certi proclami di alta classifica. Bisogna mantenere un profilo basso, i conti si faranno a fine stagione.
Contro i biancocelesti il Sassuolo è tornato se stesso, quello che ha battuto il Napoli all’esordio e che ha fermato la Roma all’Olimpico. Il tecnico Di Francesco in queste prime 8 giornate ha cambiato spesso la formazione, specialmente in attacco, ma chiunque è stato chiamato in causa ha sempre risposto presente: vedi Politano contro la Roma, o Falcinelli contro la Lazio.
Attualmente la classifica recita 15 punti, frutto di 4 vittorie, 3 pareggi e 1 sconfitta; un ruolino di marcia ottimo se consideriamo che i neroverdi sono a pari punti col Napoli, ed a -3 dalla Fiorentina capolista. L’obiettivo primario rimangono i famosi 40 punti della salvezza, poi nel caso di potrà pensare ad altro. Chi l’anno scorso parlava di una squadra dipendente da Zaza e Berardi si è dovuto ricredere, uno è stato ceduto, l’altro ha saltato le prime 7 giornate di campionato per infortunio. Tutti sono importanti, nessuno è indispensabile. E’ la prima regola di un gruppo solido. Il rendimento tra casa e trasferta è regolare, 8 punti sono arrivati tra le mura amiche, e 7 in trasferta. Il che dimostra nessun timore nonostante giocare in certi campi possa mettere i brividi. La squadra c’è, più viva che mai.



































































































