La sconfitta interna contro il Chievo Verona ha addirittura aumentato il malumore che già esisteva in casa Carpi, dopo la vittoria contro il Torino (prima e unica degli emiliani per adesso in Serie A) è infatti arrivato un solo punto in sei partite, davvero troppo poco per una squadra che punta alla salvezza. Ma non è solo questo dato a far preoccupare il club di Via Carlo Marx: contro squadre ampiamente alla propria portata (Bologna, Frosinone, Verona e Chievo) il Carpi non è mai riuscito a vincere, rendendo così gli scontri diretti a proprio sfavore, e neanche il ritorno di Mister Castori è riuscito a dare la scossa giusta per cominciare finalmente a raccogliere punti. Ma quali sono le motivazioni di questo disastroso momento? Sicuramente l’esperienza manca ai biancorossi, la prima Serie A della propria storia infatti non è mai facile da giocare. Ma non solo, l’improvviso cambio Castori-Sannino in panchina ha portato solamente zizzania tra club e tifoseria, in un momento così delicato forse non era il caso di effettuare una scelta così delicata. A tutto questo si aggiungono gli infortuni (Borriello tra squalifica e problemi fisici non scende in campo da tre partite, Fedele rimarrà fuori ancora molto tempo), i giocatori non all’altezza (incredibilmente negative le prestazioni per ora di Cofie, Belec, Brkic e Bubnjic, per dirne alcuni) e una buona dose di sfortuna (anche contro il Chievo è stato negato un evidente rigore al Carpi). Come uscire da questo momento? Sicuramente tirando fuori gli attributi visti nel secondo tempo di domenica, senza dimenticarsi che i prossimi avversari saranno niente di meno che Genoa, Milan, Juventus e Lazio. Le parole in una situazione come questa servono davvero a poco, solo il campo ci dirà se il Carpi riuscirà a compiere l’ennesimo miracolo sportivo della propria storia. Non succede, ma se succede…








































































































