Il Carpi ieri contro l’Udinese si giocava tanto, forse troppo: in caso di sconfitta i biancorossi si sarebbero ritrovati con più di un un piede in Serie B, una vittoria invece avrebbe riaperto completamente i giochi. Se a questo aggiungiamo che nelle ore precedenti al match è esploso il caso Borriello (il bomber ex Milan, Juve e Roma è ancora oggi ad un passo dall’addio), beh, la gara di ieri rappresentava la vera e propria partita della vita. Castori decide di ritornare al passato, schiera in campo 8/11 della squadra che l’anno scorso ha stravinto il campionato cadetto, e alla fine si prende ragioni e meriti, come è giusto che sia. Il Carpi visto ieri contro l’Udinese è senza dubbio quello che ha fornito la prestazione più convincente quest’anno, in campo si percepiva nettamente che i biancorossi si sarebbero giocati un bel pezzo della propria stagione in quella partita. Prima Pasciuti (record-man in Italia, mai nessuno era riuscito a segnare in tutte le competizioni, dalla Serie D alla Serie A, con la stessa maglia) poi Lollo regalano tre punti pesantissimi agli emiliani, tre punti agguantati col cuore, lo stesso che ha permesso alla squadra del patron Bonacini di giocarsi quest’anno la prima storica Serie A della propria storia. E pazienza se nel finale la retroguardia biancorossa ha tremato (il palo colpito da Badu di tacco al 90′ è ancora nelle menti dei tifosi emiliani sugli spalti), nel calcio serve anche saper soffrire. Se vogliamo fare i nostalgici si potrebbero aggiungere anche dei dati interessanti: il 2-1 rifilato all’Udinese è arrivato proprio di sabato (come i trionfi dello scorso anno), con 8 immortAli su 11 in campo. E’ un caso? Staremo a vedere, una cosa però è certa: la vittoria di ieri rilancia il Carpi nella corsa salvezza. E chissà che con Mancosu e De Guzmàn questo trend positivo possa continuare…








































































































