Era il 1989/90 quando il Napoli conquistava l’ultimo titolo di campione d’inverno. Era il Napoli di Maradona che poi vinse lo Scudetto. I tifosi napoletani faranno gli scongiuri del caso, ma questa squadra ha tutte le carte in regola per emulare quel grande Napoli. Non c’è Maradona è vero, ma Higuain con 18 reti in 19 partite non lo sta facendo certo rimpiangere. Anche ieri doppietta dell’argentino al Frosinone, 5-1 il risultato finale sigillato dalle reti di Albiol, Hamsik e Gabbiadini. Titolo di campione d’inverno con 41 punti per il Napoli, seguito a ruota da Inter, Juventus, Fiorentina e Roma. Lo scudetto è roba di queste cinque squadre.
Inter, che fino a prima di questa giornata era primo, scende al secondo posto in virtù della sconfitta casalinga per 1-0 dal Sassuolo. Inter sprecona e pasticciona. Prima spreca palle gol a ripetizione, anche per merito di un Consigli in formato super, poi si fa male con le sue stesse mani all’ultimo minuto regalando un rigore ai neroverdi per un pasticcio di Miranda e Murillo. Berardi trasforma. Mancini recrimina per un rosso non dato allo stesso Berardi, ma la sua squadra dopo tante vittorie per il rotto della cuffia stavolta subisce la legge del contrappasso perdendo una partita che ai punti avrebbe meritato di vincere.
Sassuolo sempre più ammazza grandi, dopo Napoli, Lazio e Juventus, è il turno dell’Inter soccombere. Partita di gran sostanza della formazione di Eusebio Di Francesco che chiede di rimanere coi piedi terra, ma questa squadra non può più nascondersi dietro un dito: sesto posto in classifica a 31 punti con una partita in meno. Sognare non costa nulla..
La Juventus supera la prova del 9, nona vittoria consecutiva. Sconfitta la Sampdoria a Marassi per 2-1 con reti di Pogba e Khedira. Ma ancora una volta il migliore in campo è stato Paulo Dybala, il ragazzo classe ’93 prende per mano la squadra mostrando una grande personalità e un ottimo feeling coi compagni. Allegri ringrazia e rimanda ogni discorso al girone di ritorno, quando la sua Juve dirà la sua per il campionato.
Si ferma la Fiorentina battuta in casa da una bella Lazio per 3-1. Per la viola rimane comunque un grande girone d’andata, anche se la rosa corta inizia a dare dei problemi: manca un difensore per dare il cambio ai titolari, Ilicic trascinatore della squadra ma ogni tanto deve riposare, manca un sostituto di Kalinic. Senza contare che negli scontri diretti con le prime della classe la viola ha sempre perso eccezion fatta per l’Inter. Il girone di ritorno sarà infatti la vera prova di maturità.
Stop anche per la Roma, fermata dal Milan per 1-1. La panchina di Rudi Garci traballa sempre più e non è da escludere un allontanamento in tempi brevi. I punti dalla vetta non sono tanti, 7, ma la squadra è decisamente involuta rispetto agli anni scorsi. C’è qualcosa che non va.
In coda sogna il Carpi battendo 2-1 l’Udinese e può respirare. 5 sono i punti che la separano dal Genoa quart’ultimo. La salvezza rimane difficile, ma non impossibile. La vecchia guardia c’è, è viva. La rincorsa continua.



































































































