Una bella gara, anzi, una brutta, bruttissima gara. Sto parlando di un concetto semplice: è stato più brutto guardare il Modena ieri o ascolatre le parole di Crespo a fine partita. I gialli ieri non sono scesi in campo, hanno lasciato cuore, gambe e testa negli spogliatoi e si sono fatti stritolare da uno Spezia che dal primo all’ultimo minuto ha dominato come e quando voleva. Si salva Manfredini, ok, ma mancavano 12 gare alla fine della Serie B, si sapeva bene che erano tutte finali, e questo è lo spirito da mettere in campo? No. I trecento che erano al Picco, chi ha seguito la partita con un occhio anche agli altri campi, a fine gara aveva l’idea che, come già detto e ridetto, salvarsi sarà dura, durissima. Poi? Poi in sala stampa arriva Hernan Crespo. Diciamo subito che dall’inizio dell’anno i cambi sbagliati, le scommesse perse, i giocatori accantonati e rimessi, i cambi di modulo, le belle parole e i pochi fatti ci hanno sempre fatto pensare che l’ex bomber di Inter, Lazio ecc ecc fosse fortissimo in campo e a chiacchiere, meno in panchina. Cosa dice Crespo dopo la sconfitta de La Spezia? Dice che “si deve ammettere che lo Spezia è stato creato per raggiungere ben altri obiettivi…. che non c’entra nulla con noi. Questa sconfitta però non mi lascia l’amaro in bocca altre…. perché le partite da vincere non sono queste”. No mister non siamo d’accordo. Quando ci si deve salvare tutte le partite sono uguali, non ci sono quelle “che non sono da vincere”. Si cali nella realtà della colonna di destra della B, lo faccia, almeno ora, almeno ora che mancano 2 mesi alla fine dei giochi, perchè lei passerà mister, il Modena no, e tutti qui lo vorremmo vedere in B il prossimo anno.







































































































