Aldo ha ricevuto due regali nella sua vita: la famiglia più bella del mondo e la felicità, e io sono contento di avere condiviso entrambe le cose con lui.
La prima volta che ci siamo incontrati, una decina di anni fa, stavo baciando sua figlia sulle scale di casa come può fare un adolescente. Mi ha guardato impassibile e mi ha detto: “Piacere, io sono Aldo!”
S’incazzava raramente, ma quando lo faceva, si faceva sentire eccome. Era curioso della mia vita e mi ha fatto diventare grande con consigli preziosi. Nutriva tanta stima nei miei confronti e lo capivo dai suoi occhi ogni volta. Io lo stimavo altrettanto, e avrei voluto dirglielo almeno una volta.
Aldo era un leader, e soprattutto un uomo di sport; li amava tutti ed indipendentemente dal livello. Guardava il basket ed il volley, ma parlava di calcio dilettantistico con la stessa identica passione. Aldo viveva il mare e la montagna senza distinzione, con amore per la vita. Un giorno in vacanza andammo a correre insieme e dopo un paio di chilometri mi disse: “A fine estate sono più tonico di te, ma ora vado a farmi un aperitivo, quindi continua da solo!”. Aldo spendeva una parola per tutti e trasmetteva energia col tono della voce.
Affettuoso e di animo gentile, Aldo aveva la capacità di farti sentire a casa SEMPRE. Sapeva metterti a tuo agio con un sorriso in qualsiasi momento, anche al primo incontro. Ogni volta che arrivava a casa da lavoro per pranzare, stappava una bottiglia e ti versava un bicchiere abbondante, perché lui non ti faceva mancare nulla nemmeno nelle piccole cose.
Aldo era veramente una delle persone più allegre che io abbia mai conosciuto.
Amava i suoi amici e la sua famiglia. E tutti amavano lui.
Per me è stato un onore esserci stato.
Ti porto con me.
Ciao Aldo








































































































