Un punto nelle ultime cinque partite con quattro reti segnate e ben 11 subite. Un cammino negativo pesante che ha relegato il Modena al quart’ultimo posto ad un passo dalla retrocessione diretta. I gialloblù stanno passando un momento parecchio delicato, considerando anche che al “Braglia”, il fortino del Modena fino allo scorso 19 marzo quasi inespugnabile, sono arrivate tre sconfitte consecutive. I KO contro Como, Cagliari e Trapani rischiano di pesare soprattutto dal punto di vista psicologico, ma il Modena non si può permettere di perdere ulteriore terreno dalle dirette concorrenti per la salvezza. L’imperativo in casa gialloblù è quello di rialzarsi subito, a partire dalla delicata trasferta di Chiavari, nello stesso stadio in cui i canarini, lo scorso 30 maggio 2015, ottennero il primo dei due pareggi che regalarono poi appena sette giorni dopo un’insperata salvezza al termine di 180 minuti di pura sofferenza. I numeri stagionali non sono dalla parte della formazione di Bergodi, alcuni di essi inoltre sono veramente preoccupanti. Il Modena è il peggior attacco della cadetteria con appena 30 gol segnati ed è la formazione che ha perso più partite, 19. Inspiegabile la differenza tra i gol subiti nel primo tempo (11) e nel secondo tempo (32), di cui 14 negli ultimi quindici minuti di partita più recupero. Una statistica che mette in evidenza quanti punti il Modena abbia perso per strada e che ad oggi avrebbero sicuramente fatto comodo per occupare una posizione di classifica decisamente più tranquilla. In questo momento, però, recriminare per quello che sarebbe potuto accadere non serve a nulla e quindi, nonostante errori individuali, sfortuna e limiti propri, il Modena dovrà lottare con le unghie e con i denti per cercare di mantenere una categoria, quella cadetta, troppo importante per la città all’ombra della Ghirlandina…



































































































