Un weekend in Malesia. No, non è il titolo di un nuovo film di Todd Phillips sulla falsa riga delle pellicole da lui girate, ossia “Una notte da Leoni” (1,2 e 3), “Un compleanno da leoni” e il neo uscito “Trafficanti”. Un weekend in Malesia è un nuovo capitolo della “saga” di Formula1 2016. Stagione che sta volgendo al termine con 6 gare alla fine del campionato (Malesia inclusa). Un campionato che, come gli scorsi due, ha visto lo stradominio Mercedes, con 14 gare su 15 vinte da un pilota delle frecce d’argento. La lotta per il titolo piloti è corsa a due tra il tedesco Rosberg e l’inglese Hamilton, mentre per il mondiale costruttori è praticamente fatta per la scuderia tedesca. E la Ferrari? La rossa di Maranello si ritrova a inseguire in classifica costruttori la Red Bull, davanti di 15 punti. In Malesia l’anno scorso (nel 2015 Sepang fu il secondo appuntamento) Vettel vinse la sua prima gara con la Rossa di Maranello al suo primo anno in Italia. Quest’anno sia lui che Kimi sono ancora a secco. Chissà che non si riparta dalla Malesia proprio come l’anno scorso.
IL CIRCUITO – Il Sepang International Circuit sorge a pochi metri di distanza dalla capitale della Malesia Kuala Lumpur, nel distretto di Sepang dello stato del Selangor. Fu costruito nel 1999. Progettato dallo studio di consulenza dell’ingegnere tedesco Hermann Tilke (designer anche di altri circuiti in calendario di F1 come Cina e Bahrain), da oltre dieci anni non ha ancora subito alcuna ristrutturazione. Il tracciato si percorre in senso orario; è lungo 5.543 metri e si caratterizza per le curve molto pronunciate e due lunghi rettilinei molto larghi. Sul circuito gareggia oltre alla F1 anche la MotoGP. Tragicamente noto a noi italiani per due motivi: il primo perchè Marco Simoncelli qui perse la vita alla curva 11 il 23 ottobre 2011, il secondo perchè l’anno scorso qui Marquez fece praticamente perdere il mondiale a Valentino Rossi innescando una lotta con sorpassi e controsorpassi che portò il pilota di Tavullia ad allargare la traiettoria portando Marquez fuori linea (sul comunicato stampa che gli infliggeva la penalità non si accennava al presunto “calcetto” di Rossi) e venendo punito con la partenza da ultimo all’ultimo Gran Premio a Valencia, che diede poi la definitiva vittoria del titolo 2015 di MotoGP a Lorenzo. Il record di vittorie sul circuito appartiene a Sebastian Vettel che qui ha vinto 4 volte (2010-2011-2013 con Red Bull e 2015 con Ferrari) davanti a Schumacher e Alonso (fermi a 3) e Raikkonen (2). Il team con più vittorie è la Ferrari (7): seconda la Red Bull con 3, seguita da McLarene e Renault con 2 e Williams e Mercedes con 1. Chissà che questi dati non possano essere contemporaneamente migliorati questo weekend.
MERCEDES ANCORA FAVORITA? – Sulla carta sì. Vedendo anche come siamo usciti dal Gran Premio di Singapore. Rosberg sembra si sia ripreso, ma Hamilton di sicuro non gli lascerà vincere il mondiale in comodità. L’unico campanello d’allarme in casa Mercedes sono le alte temperature che ci saranno in Malesia, proprio come in Giappone. Con molto caldo infatti le frecce d’argento mostrano segnali di debolezza soprattutto per quanto riguarda il surriscaldamento dei freni. Durante l’ultimo GP gli ingegneri di Nico e Lewis nei team radio ripetevano a più riprese di non surriscaldare troppo i freni, spostando l’assetto frenante sul posteriore e anticipando il punto di staccata. Fattori che potrebbero favorire la Ferrari, che in Giappone su Vettel ha portato la nuova power unit aggiornata e che sembra sia affidabile (da ultimo ha chiuso 5°). Il Cavallino Rampante deve assolutamente quanto meno tornare sul podio. In più deve difendersi dalle Red Bull, che qui potrebbero essere una sorpresa. Quindi in questo weekend malesiano in cui anche il meteo potrebbe riservare delle sorprese la parola d’ordine è come al solito spingere al massimo. “DAG DAL GAS FERRARI!”








































































































