Come riporta www.gazzamercato.it, quella che ieri sera, in casa Lumezzane, sembrava una comune riunione fra il presidente Renzo Cavagna e il tecnico Antonio Filippini ha preso le pieghe di una burrasca, con l’allenatore bresciano che ha sbattuto la porta abbandonando il summit e di fatto rassegnando le dimissioni. Queste le parole di Cavagna: “Ci eravamo incontrati per fare il punto della situazione dopo i primi due mesi di campionato. Volevo analizzare con il mister l’andamento e le problematiche della squadra. Doveva essere una riunione di routine e invece Filippini l’ha abbandonata, sbattendo la porta e parlando di dimissioni. Insomma, ci ha abbandonati di sua spontanea volontà”. In mattinata, però, il dietrofront dell’allenatore rossoblu che ha chiesto ai dirigenti di essere esonerato, anziché considerato dimissionario. Un cambio di rotta che ha mandato su tutte le furie il massimo dirigente del Lumezzane come racconta proprio Cavagna: “Dal punto di vista umano sono deluso. Potevo capire le dimissioni e le avrei accettate, fa parte del gioco. Ma se te ne vai sbattendo la porta, come puoi l’indomani chiedere di essere esonerato? Credevo molto in Filippini. Infatti quest’estate gli avevo fatto firmare un triennale. Dal suo comportamento, però, mi sembra un uomo piccolo. Non dico di statura, quello è noto ma sotto il profilo morale. Evidentemente pensa ai soldi del contratto, ma nella vita bisogna essere prima uomini…”.








































































































