La “Gazzetta di Modena” riporta un’intervista a Doriano Tosi, presente lunedì sera al “Braglia”:
“Ho visto una squadra giovane che al primo episodio negativo si spegne, anche perché ha problemi strutturali, tecnici e fisici. Il Modena è chiaramente in un ciclo negativo, ma non è certo la prima volta. Io venivo al Braglia già negli Anni Novanta e c’era già un clima come quello attuale, cioè squadre con problemi, gente avvelenata e problemi societari con fideiussioni false che misero in pericolo il club. I problemi odierni però vengono da lontano. La gestione Caliendo è il punto d’arrivo di un percorso iniziato negli ultimi tempi della gestione Amadei. Quando Amadei chiese aiuto alla città senza ottenerlo, poi subì pressioni notevoli, anche da parte della tifoseria, perché cedesse la società. L’Amministrazione Comunale poi favorì una certa soluzione che tutti conosciamo. Caliendo è entrato nel Modena sulla scia di un certo percorso. Una società di calcio è un capitale privato, ma un bene collettivo e non dovrebbe essere trattata come un bene privato, familiare. Se ne esce solo se tutta la città, amministratori e imprenditori in primis, si assumono la responsabilità di fare calcio nel modo giusto. Dopo la morte di Montagnani fui incaricato di proporre il Modena agli imprenditori locali, ma non ricevetti risposte, e per garantire il futuro del club gialloblù dovette arrivare Amadei. Modena merita di più, ma si deve muovere con tutte le sue componenti”.




































































































