Il “non è vero, non è possibile” esclamato ieri sera da Eusebio Di Francesco, davanti alla sua panchina, dopo l’ennesimo infortunio che ha colpito un suo calciatore, è il chiaro segnale che in casa Sassuolo non vedono l’ora che finisca un 2016 che fino a maggio ha sì regalato gioie e grandi soddisfazioni, con la prima storica qualificazione in Europa, ma che da fine agosto in poi si è rivelato un anno “nero”.
Inizia tutto il 28 agosto quando il ginocchio di Berardi, nella sfida contro il Pescara, fa un movimento innaturale ed è costretto ad uscire per infortunio. Il bollettino medico parla di 2-3 settimane, ma sono passati ormai quasi 4 mesi e di Berardi ancora non c’è traccia. A rotazione, mister Di Francesco inizia a perdere i pezzi, tra i quali Duncan, Missiroli e Pellegrini che erano rientrati da poco e ora sono di nuovo ai box, Biondini ha finito la stagione, Politano non si rivedrà in campo fino all’anno nuovo, mentre Sensi e Mazzitelli sono da poco tornati a disposizione. Nella lunga lista degli infortunati si aggiungono anche Gazzola e Cannavaro, usciti acciaccati dal match di ieri e Magnanelli, il cui ginocchio ha fatto “crack”.
Per non parlare, poi, dei punti buttati via nei minuti finali, su tutti quelli in campionato contro la Sampdoria (neroverdi in vantaggio 2-0 all’83’ e poi sconfitti 3-2) e in Europa contro il Rapid Vienna (2-2, con la squadra di Di Francesco in vantaggio 2-0 all’85’), il cui pareggio ha di fatto sancito l’eliminazione dei neroverdi. A questi, si aggiunge anche l’errore dirigenziale con il “caso Ragusa”, nella gara contro il Pescara (vinta 2-1 sul campo), che è costato la sconfitta a tavolino.
Finire al più presto (e possibilmente senza ulteriori “sfortune”) un 2016 che ha preso una brutta piega e poi voltare pagina nell’anno nuovo, sperando che la malasorte lasci Piazza Risorgimento, è sicuramente ciò che si augurano di trovare sotto l’albero i neroverdi.








































































































