Dopo il pareggio salvezza rimediato nel pomeriggio di ieri contro il Rolo, ha parlato ai nostri microfoni Massimo Pedroni, allenatore in seconda del Cittadella Vis San Paolo, squadra modenese militante nel girone A di Eccellenza. Il vice di mister Piccinini ha fatto luce sull’ultima giornata di campionato, sul cammino della sua squadra in questa stagione e sull’infelice posizione occupata in classifica dai suoi ragazzi.
È la seconda stagione in Eccellenza, in estate sono arrivati molti giocatori giovani. Quali sono le cause di questo brutto terzultimo posto?
«Come hai giustamente ricordato, siamo una squadra molta giovane, nessuno dei nostri giocatori supera i trant’anni. Grazie al mercato ci siamo rimessi in carreggiata guadagnando qualche posizione, però in fin dei conti siamo una semplice squadra di quartiere. Bisogna dire che le altre compagini di paese hanno ben altre possibilità economiche. Inoltre, ripeto, la nostra età media si aggira intorno ai 23 anni, ogni domenica giochiamo sempre con almeno 3-4 giovani titolari. Insomma paghiamo l’inesperienza di questo gruppo, all’interno del quale molti ragazzi non hanno mai disputato campionati e categorie del genere.»
Nelle ultime 5 partite sono arrivate 2 vittorie, 2 sconfitte e 1 pareggio, serve più continuità?
«Assolutamente sì, ci manca proprio la continuità, siamo troppo altalenanti. Facciamo molta fatica a recuperare dopo essere andati in svantaggio. Abbiamo preso fiducia dopo il pareggio di domenica contro il Rolo, squadra di tutt’atro livello rispetto a noi. Forse avrebbero meritato di vincere, ma noi non abbiamo mollato e alla fine addirittura avremmo potuto pure vincere, avendo avuto l’occasione più nitida del match.»
Forse un brutto inizio di campionato ha condizionato il resto del vostro cammino in campionato?
«Sì confermo, abbiamo cambiato molto allestendo una rosa ampia di 24 giocatori ricca di tanti giovani e di tanti nuovi innesti. Proprio per questi motivi credo che all’inizio abbiamo fatto fatica a ritrovare i giusti automatismi e la strada giusta verso la salvezza.»
Guardando al campo, che lei vive quotidianamente, cosa serve al “Citta” per potersi salvare?
«Come ho già detto, ci serve più concretezza sotto porta, più cattiveria e di conseguenza qualche gol in più, che è il nostro principale problema dall’inizio del campionato.»
Quanto deve crescere questa squadra per poter disputare l’Eccellenza senza problemi?
«Dobbiamo crescere ancora tanto, i nostri giovani devono maturare soprattutto a livello mentale più che a livello tecnico. Devono abituarsi a questo campionato e a misurarsi con i “più grandi”, perché in queste categoria la cosa che conta maggiormente è la “malizia” e l’esperienza, cosa che manca a molti di loro ancora abituati ai campionati giovanili.»
La classifica è molto corta nella zona calda, riuscirete a ripetere la salvezza dello scorso anno?
«La classifica è decisamente più livellata rispetto allo scorso anno, però penso che sarà molto difficile ripetere la salvezza dello scorso anno se non addirittura impossibile. È chiaro che ci proveremo fino alla fine, almeno per rimanere attaccati al filone delle squadre in lotta per la salvezza diretta, ma l’eventualità dei play-out è una realtà che potrebbe concretizzarsi molto facilmente.»
Infine, in caso di retrocessione, lascerebbe la panchina?
«Non ci penso minimamente, non ho mai pensato a questa eventualità. Io sono a cittadella da più di 30 anni e sono a completa disposizione disposizione della società. Se non avrò più la possibilità di allenare la prima squadra, sicuramente mi occuperò di altro all’interno del club.»



































































































