Di seguito riportiamo l’intervista a Matteo Mazzola, capitano della squadra Juniores della Union Cabassi Carpi, nonché vincitore della seconda giornata della Schedina dei Dilettanti. Insieme al ragazzo, classe 1998, abbiamo parlato dell’ottima stagione della sua squadra, della sua carriera e anche del Carpi, club di cui è tifoso.
Innanzitutto, descrivi la tua società ed in particolare i progetti che ci sono sia per quanto riguarda il settore giovanile che la prima squadra.
“Questa è la mia seconda annata alla Cabassi e devo dire che è una società rinata, dopo anni non proprio positivi. In questi due anni è riuscita a costruire un settore giovanile e addirittura è stata creata la Real Cabassi, una “squadra succursale” con la Juniores formata dagli ex Allievi e una Terza Categoria che sta facendo molto bene. Sono convinto che continuando a lavorare sodo per far crescere i giovani, presto anche la prima squadra riuscirà a raccogliere ottimi risultati”.
Raccontaci un po’ il tuo percorso calcistico.
“Sono un prodotto del vivaio della Virtus Cibeno, squadra a cui appartiene ancora il mio cartellino. Ho iniziato a giocare a 5 anni, ma le soddisfazioni principali le ho avute nel triennio 2013-2016, quando abbiamo vinto tre campionati provinciali di fila. Durante quel periodo ho avuto la possibilità di incontrare allenatori e, soprattutto, persone straordinarie come Alberto Mattioli e Sandro Guaita, i quali hanno contribuito alla mia crescita”.
Quest’anno state facendo un’ottima stagione, avete vinto il girone provinciale e vi siete qualificati per la fase finale. Eravate consapevoli di poter fare così bene? Quali sono i “segreti” della vostra squadra?
“Il nostro segreto è senza dubbio il gruppo. Metà della nostra squadra proviene dalla Virtus Cibeno che è stata tre volte campione provinciale dal 2013 al 2016. Con questi ragazzi sono legato anche da un grande rapporto di amicizia, in quanto ci conosciamo fin dai tempi delle scuole medie. Inoltre, questo gruppo storico ha permesso ai nuovi arrivati di integrarsi al meglio. Guardando anche solo un nostro allenamento si nota quanto siamo squadra e quanta voglia abbiamo di stare insieme. Dopo il quarto posto dello scorso anno e con un pizzico di esperienza in più, eravamo consapevoli delle nostre capacità e quindi sapevamo di poter fare veramente bene in questa stagione, anche se per ora non è ancora stato fatto nulla”.
Campionato vinto con 9 punti di vantaggio sulla seconda, una sola sconfitta e in più miglior attacco e miglior difesa. E’ stato realmente tutto così facile come sembra?
“Assolutamente no. Ci siamo ritrovati in un girone tosto con squadre molto organizzate, soprattutto quelle nella parte alta della classifica. Siamo partiti in sordina, poi però già dopo qualche giornata, vista la posizione di classifica, tutte le squadre ci attendevano con il dente avvelenato”.
Nella fase finale, siete stati inseriti nel gruppo con Spilamberto e Consolata che negli altri due gironi di campionato si sono classificate rispettivamente al terzo e quarto posto. Ritenete di essere i favoriti di questo “mini girone”?
“In un girone da tre squadre non esistono favorite. Penso che possa bastare un solo episodio per essere qualificati alle semifinali o essere eliminati. Personalmente, non conosco queste squadre, ma so per certo che sono due ottime società con importanti settori giovanili perciò sarà molto difficile giocare contro avversari del genere. Inoltre, avranno anche la possibilità di prelevare qualche giocatore dalle loro prime squadre e questo potrebbe metterci in grande difficoltà, ma noi ci faremo trovare pronti”.
Qual è il vostro obiettivo in questa fase finale provinciale?
“Innanzitutto, puntiamo a superare il girone a tre squadre. Però, arrivati a questo punto è inutile negare che l’obiettivo è provare a vincere il campionato”.
Dal punto di vista personale, come giudichi la tua stagione?
“Fino ad ora è senz’altro la mia annata migliore. Quest’anno, per la prima volta, sono già riuscito a segnare sette reti che, per il mio ruolo e la mia attitudine al cross, sono un buon risultato. Inoltre, sono molto contento perché sono riuscito a fornire assist con grande regolarità e penso di aver avuto una buona continuità sia fisica che di prestazioni. Ho avuto anche il piacere di essere stato designato capitano perciò sono assolutamente soddisfatto. Ci tengo a ringraziare i mister Andrea Ceccarelli, Federico Mercuriali e Luca Prunella per la fiducia concessa (e per le flessioni che mi fanno fare)”.
Ti aspettavi che la vostra prima squadra facesse un campionato del genere, da medio-bassa classifica, o pensavi in una stagione migliore?
“Ritengo che i ragazzi stiano facendo abbastanza bene poiché sono un gruppo giovane e molto unito. Dopo un girone di andata non proprio positivo, nel ritorno stanno raccogliendo i frutti di ottime prestazioni. Ho avuto la possibilità di giocare con loro tre partite da titolare ed escludendo la gara contro il Sant’Anna, nelle altre due siamo stati sconfitti quando con un pizzico di attenzione in più avremmo potuto raccogliere punti anche contro avversari come il Baracca Beach”.
Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
“Non amo guardare molto avanti, ma senz’altro non ho intenzione di smettere di giocare. Voglio finire al meglio questa stagione e magari convincere qualche squadra di Seconda o Terza di Carpi o dintorni a puntare su di me. Aspetto la fine della stagione per sapere qualcosa di più sia dalla Cabassi che dalla Virtus Cibeno. Mi piacerebbe confrontarmi in categorie come la Seconda perché sono sicuro di poter crescere ancora tanto, soprattutto in fase difensiva. Inoltre, sarebbe bello togliermi qualche sassolino dalla scarpa e continuare sulla strada intrapresa quest’anno”.
Tolte le vesti di calciatore, sei un tifoso del Carpi: sei deluso dal campionato che sta facendo la squadra di Castori?
“Indubbiamente, sono rimasto deluso dal rendimento avuto finora perché non ho più visto quella cattiveria agonistica che, in queste annate, aveva permesso al Carpi di raggiungere risultati incredibili. La posizione attuale non rispecchia le potenzialità di una squadra che, sulla carta, ha un gruppo da Serie A”.
Quanto ha inciso, secondo te, la retrocessione della scorsa stagione sull’andamento di quest’anno?
“La retrocessione è stata vissuta male sia dai giocatori che dalla città che ormai credeva nell’impresa. Tuttavia, penso che per come è arrivata ha veramente danneggiato un gruppo che ha perso cattiveria ed è diventato prevedibile, anche a causa di un gioco che ormai tutti hanno imparato a prevenire”.
Cosa ti aspetti dai biancorossi in questo finale di campionato?
“Mi aspetto una salvezza tranquilla e magari anche uno sprint finale che ci porti ai playoff. La squadra ha le potenzialità per migliorare e credo che con un po’ più di cattiveria agonistica si possa fare bene”.


































































































