Questa mattina, si è tenuta una nuova udienza del processo per la tragica scomparsa di Paolo Ponzo. Sia i consulenti del pubblico mistero che quelli della difesa si sono trovati d’accordo sulla causa della morte dell’ex calciatore del Modena, avvenuta per una cardiomiopatia ipertrofica al ventricolo sinistro.
Secondo l’accusa, però, ci furono carenza che impedirono ai soccorsi di raggiungere Paolo Ponzo in tempi rapidi, oltre al fatto che gli organizzatori della manifestazione avrebbero sottovalutato le condizioni meteo. Al contrario, i difensori degli imputati hanno evidenziato il corretto funzionamento dei soccorsi. Questa la deposizione del dottor Bono: “Ponzo è stato raggiunto in circa 40 minuti ed è un tempo che, in aree disagiate, è adeguato. Quando alle 14.30 le sue condizioni sono peggiorate è stato attivato l’elicottero, ma purtroppo non è stato possibile effettuare il recupero. I soccorritori, poi, hanno effettuato 34 minuti di rianimazione cardiopolmonare che ha funzionato perché quando il paziente è stato attaccato al defibrillatore è stata rilevata una fibrillazione ventricolare”.
La prossima udienza è stata fissata per settembre e verrà ascoltato l’ultimo consulente della difesa.



































































































