A casa, con ancora troppa adrenalina per prendere sonno, dopo un soundcheck che è stato molto, molto di più… di un soundcheck. Un’organizzazione che ha preso la prova generale come punto di riferimento per oliare mille componenti, nulla è lasciato al caso, nulla, con buona pace di chi continua a gufare (spero il gufo vi vada di traverso).Tre ore e mezza di Vasco allo stato puro, con un Colpa d’Alfredo d’apertura e 2 cm di pelle d’oca nell’urlare in 15mila che… “abito fuori Modena, Modena Park”. Un palco mai visto prima, luci e schermi che solo in un evento così potevano essere usati, un Parco Ferrari vivo da morire. Siamo usciti dopo “Un senso”, con il montanaro strafatto (vi piacerebbe ehenehe) che ha salutato la compagnia. Fregati. Mentre ci avviamo verso viale Italia Vasco esce di nuovo e spara Sally, Siamo solo noi, Vita Spericolata e Albachiara, tutte d’un fiato. Lì, in quel momento, mentre l’inno “siamo solo noi, che andiamo a letto la mattina presto e ci svegliamo con il mal di testa”, ci accompagnava, abbiam respirato tutta la magia di questo Modena Park. Modena, la nostra Modena, a mezzanotte e venti era tutta una finestra aperta con gente che ascoltava e cantava le canzoni che da quarant’anni la accompagnano. Gente in cortile seduta sui muretti a parlare mentre in sottofondo Vasco, dal vivo, gli spara Albachiara. Roba da cinema, come diciam noi. È stato unico, probabilmente irripetibile, un ricordo che ci porteremo dentro, un gran bel film che sabato vivrà la sua scena madre. Viva Vasco, Viva Modena, che non siamo mica gli americani noi, ma un senso a questa storia glielo abbiamo dato, eccome se glielo abbiamo dato, ed è stupendo, come nelle favole…


































































































