Ieri al campo di San Damaso Aldo Taddeo è arrivato con il solito codazzo di avvocati, amici, legali e presunti sponsor. Tra le persone presenti c’era anche Ubaldo Calabrò.
Articolo de “La Stampa” del 31/03/2016 :
“A otto anni dalle denunce presentate da professionisti, artigiani, piccoli imprenditori, Antonino Ubaldo Calabrò, 59 anni, di Borgomanero, uno dei personaggi più noti in tutto il Medio Novarese e non solo per i guai giudiziari (nel 2010 aveva rifondato il «Movimento a difesa degli automobilisti» e chiesto alla Regione di abolire il bollino blu), è stato condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione – sei mesi in più rispetto a quelli chiesti dal pm – per truffa, ricettazione e falso”.
Articolo de “La Stampa” del 01/03/2017:
«Siamo in presenza di un’associazione che falsificava documenti favorendo così l’immigrazione clandestina. Purtroppo qualche reato è prescritto perché i fatti sono risalenti nel tempo». Così ieri il pm Marco Grandolfo nel chiedere quasi 20 anni di carcere per quattro componenti di un’organizzazione di borgomaneresi che, secondo l’accusa, era in grado di «regolarizzare» un numero elevato di stranieri per mezzo di società fittizie di cui venivano fatti risultare dipendenti. Sono stati chiesti 6 anni di reclusione e 15 mila euro di multa per Antonino Ubaldo Calabrò, definito dagli inquirenti «poliedrico e abile a proporsi alle vittime in una veste diversa per ogni occasione».
Intercettazioni e incontri
Il gruppo, per l’accusa, svolgeva un’attività frenetica, fatta di continui contatti telefonici, incontri e riunioni, relazioni con moltissime persone. Calabrò era il promotore; gli altri collaboravano a vario titolo nella ricerca dei «clienti» (soprattutto marocchini) ai quali vendere i documenti contraffatti (per lo più patenti di guida), nella produzione degli stessi e nello svolgimento delle pratiche amministrative necessarie per «regolarizzare» gli immigrati.
Chiesta l’assoluzione per tre altri imputati, Stefano Calabrò, Rosario La Scala e Youssef Belmaati, per i quali non c’è prova di una partecipazione al progetto illecito.
L’indagine dei carabinieri di Borgomanero e Arona era partita nel dicembre 2008 dalle dichiarazioni dello stesso Ubaldo Calabrò, 60 anni, personaggio già rimbalzato agli onori della cronaca su più fronti: nel 2010 aveva rifondato il «Movimento a difesa degli automobilisti» e chiesto alla Regione di abolire il bollino blu. Dopo alcuni guai giudiziari aveva deciso di collaborare convinto di trarne benefici, ma la «buona volontà» aveva finito per aggravare la sua posizione: si era rivelato essere alla guida dell’organizzazione che spacciava documenti falsi tra Novara e Borgomanero.
Il collegio difensivo (avvocati Claudio Bossi, Anna Russo, Daniela Fontaneto e Pierantonio Galimberti) ha chiesto l’assoluzione per tutti: «Non abbiamo nemmeno un documento falso sequestrato». E nelle intercettazioni telefoniche, «non si capisce nemmeno chi parla, non si distinguono le voci». Il processo si trascina dal 2012. Sentenza a maggio.


































































































