Da Maurizio Bratomi riceviamo e pubblichiamo:
“Oggi il Modena ha perso l’ultima partita della sua ultracentenaria storia, quella più importante. Per quanto sperassi che questo momento non arrivasse mai, così non è stato. Ho ancora vivo, dentro di me, il ricordo del grande Modena degli ultimi anni, in Serie A e in Serie B, e mi sono commosso giovedì sera durante la serata degli auguri quando sono stati proiettati i gol di quei mitici anni. Auguro alla città di rivivere al più presto quei momenti e di scriverne altri nel nuovo libro che sicuramente verrà aperto. E’ finita, come tutti non ci auspicavamo. Hanno tolto alla città la possibilità di continuare ciò che di bello stavamo costruendo e a tutti i ragazzi di coltivare il loro sogno a Modena. Ho lottato con tutte le mie forze per cambiare il finale. L’ho fatto perché sono padre anch’io e mi sentivo responsabile per questi ragazzi. Ci sono alcuni che hanno organizzato la loro vita per coltivare il proprio sogno di giocare nel Modena; per farvi un esempioc ci sono ragazzi che hanno scelto la loro scuola in città per essere vicini ai campi d’allenamento. Nonostante la situazione, loro ci sono sempre stati. E li ringrazio pubblicamente, perché anche oggi erano lì, a calcare i campi di San Paolo o Saliceta. Ringrazio anche tutti gli allenatori e i collaboratori che non si sono arresi fino alla fine; dal giorno del fallimento loro erano sospesi dal prestare il loro lavoro, ma si sono comportati da uomini. Legittimamente questa non è stata una scelta di tutti i tecnici, ma quando ho visto dei ragazzi di un’annata “scoperta” fare una colletta e prenotare la palestra di Saliceta “per rimanere in allenamento”, pur senza la conduzione del proprio allenatore, allora ho raddoppiato le mie energie per risolvere al più presto la situazione, anche se si è rivelata più grande di noi, affinché la squadra in questione potesse riabbracciare il loro tecnico. Ho consegnato la settimana scorsa nelle mani del Dott. Trenti una lettera vincolante in cui mi sarei fatto carico del ramo d’azienda “settore giovanile” nel caso in cui fosse stato staccato dal fallimento del Modena FC. Assieme ai tecnici più rappresentativi della storia del Modena, ho chiesto aiuto a tutti: dagli imprenditori alle famiglie, per evitare di disperdere un lavoro che ha radici nel tempo e che tanto ne servirà ora per ricostruire il Modena che verrà. Come ho più volte dichiarato negli ultimi giorni sarei stato pronto a dimettermi e farmi da parte, dando comunque un mio contributo economico se necessario, in presenza di persone in grado di risolvere il problema. Purtroppo adesso è troppo tardi e non serve rimpiangere il passato. Modena ha perso e, con lei, io, tutti i ragazzi e i dipendenti. Li ringrazio e gli chiedo scusa se non sono riuscito a salvarli, in qualunque modo fosse stato possibile”.






































































































