di Alessandro Troncone
La positiva trasferta di Roma ha chiuso un girone di andata dai due volti per il Sassuolo. Partiamo da un dato di fatto: il 2017 dei neroverdi si è concluso in constante crescita grazie alla cura di mister Iachini, subentrato a Bucchi alla quindicesima giornata. Sì, perchè il Sassuolo aveva bisogno di una scossa, di un cambiamento.
Ma procediamo con ordine: la stagione dei neroverdi era partita con l’entusiasmo di un allenatore che era riuscito ad impressionare molti addetti ai lavori, a Perugia in cadetteria, tanto da convincere il patron Squinzi a sceglierlo come successore del profeta Eusebio, andato a Roma. Un’eredità stimolante, ma complessa da gestire soprattutto per un esordiente. Il cammino di Cristian Bucchi e della truppa emiliana non comincia bene, tre sconfitte e un pareggio nelle prime quattro giornate. Poi la vittoria a Cagliari e qualche segnale di schiarita, anche se la sensazione che continui a mancare qualcosa persiste. Si lavora su un 3-5-2 mai rodato e che avvolge il talento di alcuni giocatori (vedi Berardi) in una strana malinconia che, soprattutto nei match casalinghi, inizia ad aleggiare anche tra i tifosi.
Nelle successive nove di campionato, arrivano solo due misere vittorie con la Spal e con il fanalino di coda Benevento (entrambe in trasferta), un pareggio a reti bianche con il Chievo e ben sei sconfitte. Il dato che però lascia perplessi non è tanto quello numerico, ma quello che riguarda le prestazioni. Poco mordente, poca cattiveria e soprattutto pochissimi gol. Tra le colpe di Bucchi c’è, evidentemente, quella di non essere riuscito a rimotivare giocatori che venivano da un ciclo storico. Acerbi, Peluso, Missiroli, Duncan, Berardi, tutti al di sotto delle loro possibilità.
Arriva dunque il cambio, dopo la sconfitta casalinga con il Verona, dentro un allenatore pragmatico e determinato come Beppe Iachini. Uno che con le salvezze, che nel frattempo è diventata la zona di classifica in cui si muove il Sassuolo, ha un bel feeling. La sconfitta di Firenze era da mettere in preventivo, ma da lì in poi il lavoro di Iachini ha dato i suoi frutti. Tre vittorie e un pareggio, dieci punti pesantissimi conquistati con Crotone (prima vittoria al stagionale “Mapei”) e con squadre di livello come Sampdoria, Inter e Roma. Il Sassuolo ha ritrovato fame, gamba, determinazione, senso di appartenenza e classifica (21 punti e zona calda a debita distanza).
Nel girone di ritorno, bisognerà migliorare la casella delle reti segnate, ferma a quota 13. Resta, inoltre, da rispondere ad alcuni dubbi di nome Berardi e Lirola, per esempio. Gli unici, probabilmente, con un rendimento troppo basso rispetto alle loro potenzialità. Ci penserà il tempo e, chissà, il mercato. I neroverdi, però, ora sono una squadra ed è ciò che più conta per affrontare un girone di ritorno di un altro spessore e chiudere a metà classifica un campionato che sembrava essere nato sotto una cattiva stella.




































































































