Di seguito riportiamo l’intervista, realizzata ieri, al mister del Sant’Anna Valerio Bartolini con il quale si è parlato della sua squadra e del ‘Girone H’ di Seconda Categoria.
Mister, innanzitutto, facciamo un bilancio sul vostro andamento fino ad ora. Sei soddisfatto?
“Sono molto soddisfatto, anche se ad inizio campionato abbiamo dovuto affrontare diversi ostacoli come il salto di categoria che credo sia da fare più a livello mentale che fisico”.
Nel girone di ritorno avete trovato continuità e siete entrati in zona playoff. E’ questo il vostro obiettivo?
“No, prima dobbiamo salvarci. Una volta raggiunta la salvezza possiamo pensare ad altro, ma adesso dobbiamo rimanere concentrati sulla salvezza e poi potremo divertirci”.
Comunque, un “pensierino” alle primissime posizioni (3 punti dal secondo posto e 5 dal primo) lo fate?
“Guardiamo partita per partita, ma come detto in precedenza dobbiamo prima di tutto salvarci. Una volta arrivati alla quota salvezza, la testa sarà più libera per guardare in alto. Adesso dobbiamo mantenere un profilo estremamente basso”.
Cos’è mancato nel girone di andata? Avete pagato il salto di categoria?
“Assolutamente sì, ma più a livello mentale che altro. Tanti giocatori di questa squadra sono nuovi ed è servito tempo perché si conoscessero e in più hanno pagato anche la mia inesperienza alla guida di una prima squadra. Adesso si è creato un bel gruppo per provare prima a salvarci e poi continuare a divertirci insieme ed andare avanti con un progetto che non finisca a giugno”.
Quanto è stato importante, sia dal punto di vista del campo che dello spogliatoio, l’arrivo di Gargano?
“Dal punto di vista del campo non sono io a dirlo, ma parlano i fatti e tutto quello che ha realizzato nella sua carriera da giocatore. A livello di atteggiamento penso che sia l’esempio eclatante del ‘mancato professionista’ perché ha portato regole, comportamento, voglia e sacrificio. La maggior parte dei giocatori, dopo un salto di categoria, deve capire che per giocare a calcio bisogna non solo divertirsi, ma anche fare fatica e lui da questo lato ha portato un maggiore cambiamento”.
Analizzando il girone più in generale, qual è la squadra che ti ha impressionato di più e chi vedi favorita per vincere il campionato?
“Impressionato di più dovrei dire la Madonnina visto che all’andata abbiamo preso 7 gol, ma è stata la classica domenica ‘nera’ e ho pagato tanto io per la mancata esperienza, oltre al fatto che si è giocato su un campo al limite della praticabilità. Concordia e Ponte Ronca, invece, a livello di esperienza e individualità sono le migliori con la prima che ha qualcosa in più delle altre”.
In queste settimane, nelle quali causa maltempo non si è giocato, in che modo hai tenuto alta la concentrazione della squadra?
“Ci è dispiaciuto tanto non giocare perché ci siamo fermati nel momento più bello e positivo del nostro campionato, anche se abbiamo fuori giocatori importanti su cui contiamo molto e che speriamo rientrino a breve. Il maltempo non ha permesso di allenarci come volevamo, ci siamo spostati in palestra e sui campi sintetici a 7 che trovavamo disponibili. Anche qui, però, subentra il lato mentale perché se si riparte con la testa giusta non ci sono problemi”.
Nel prossimo turno affronterete il Nonantola, squadra che staziona a metà classifica ma che ha fatto molto bene in Coppa arrivando in finale. Che gara ti aspetti?
“Sarà una partita difficile. Mister Mulazzi è un amico e so bene quello che vuole trasmettere alla sua squadra. Noi dobbiamo restare concentrati, non mollare e cercare di portare a casa i tre punti”.




































































































