Nella giornata di ieri, abbiamo intervistato Alberto Caprara, ds dell’Atletico SPM, società nata in estate dall’unione di San Cesario, Piumazzo e Manzolino che milita nel campionato di Prima Categoria.
Partiamo dall’estate, com’è nata l’idea di creare una nuova società che comprendesse tre realtà come San Cesario, Piumazzo e Manzolino?
“Non è stata improvvisazione, ma pianificazione perché era già da un anno che si parlava di questa cosa. C’è stata la possibilità di far nascere questa nuova importante realtà, abbiamo lavorato da dicembre scorso fino alla concretizzazione di giugno/luglio e ora siamo qui per questa nuova avventura”.
Da questa unione, tu hai assunto il ruolo di direttore sportivo, mentre come allenatore la scelta è ricaduta su Santini.
“Sono stato confermato come ds, nonostante l’annata scorsa a San Cesario sia culminata con una retrocessione inaspettata. La scelta del mister, invece, è ricaduta su Santini che bene aveva fatto a Manzolino, arrivando alle finali playoff. E’ un allenatore abituato a lavorare con i giovani e molto bravo sugli aspetti tattici, di gruppo e motivazionali. Siamo molto contenti della scelta fatta”.
Com’è stato, nel mercato estivo, costruire la squadra?
“La società ha chiesto, chiaramente, a me e al team manager Pietro Bernardi, ex ds del Manzolino, di costruire una squadra che possa fare bene in prospettiva futura. Ci siamo concentrati su un range di età dal ’94 al 2001 e l’obiettivo è quello di crescere nel tempo e fare arrivare in prima squadra più ragazzi possibili del nostro settore giovanile”.
Qual è l’obiettivo stagionale dell’Atletico SPM?
“L’obiettivo stagionale è mettersi alle spalle cinque squadre, arrivando a 36-37 punti il prima possible. Poi, divertirci, giocare un bel calcio e creare una base per il futuro”.
Inizio di stagione difficoltoso in Coppa, molto meglio invece nelle prime due giornate di campionato. Come giudichi questo avvio?
“E’ stato l’inizio che ci aspettavamo perché abbiamo praticamente costruito la squadra da zero perciò c’è bisogno di tempo per riuscire ad esprimersi seguendo i dettami dell’allenatore. La società, comunque, non ha fatto allarmismi, il mister è stato bravo e ora si inizia a vedere qualcosa”.
In cosa la squadra deve ancora migliorare?
“Dobbiamo migliorare dal punto di vista della cattiveria agonistica. Siamo una squadra molto portata a giocare a calcio, ma l’aspetto agonistico è ancora un po’ carente. Il mister ci sta lavorando e sicuramente ne trarremo dei benefici”.
Che differenze hai notato tra il girone bolognese nel quale siete stati inseriti e quello, invece, con le squadre modenesi che eravate abituati a fare negli scorsi anni?
“Questo è un girone molto tecnico, composto da squadre che hanno ottime individualità e tendono tutte a giocare a calcio. Ci sono formazioni ben impostate, solide società alle spalle e impianti belli. Sono molto stimolato da questa nuova avventura”.
Cosa ti aspetti dal proseguo di campionato?
“Spero di proseguire su questa strada, anche se sappiamo che arriveranno momenti di difficoltà. Adesso, abbiamo qualche infortunio di troppo che non ci permette di schierare quella che sarebbe la squadra titolare, ma chi è subentrato sta dando il massimo. Speriamo, come detto, di salvarci il prima possibile e poi divertirci perché ci sono le possibilità”.




































































































