Una storia vera, di un ragazzo nemmeno maggiorenne, determinato a lasciare il suo paese e deciso a diventare un calciatore ad ogni costo. E’ la storia di Mamadou Coulibaly, centrocampista senegalese del Carpi, riportata quest’oggi sulle pagine de “Il Resto del Carlino” e raccontata in occasione della serata di presentazione del libro “Demoni“, presso la CNA di Modena, scritto dal giornalista di Sky Alessandro Alciato, all’interno del quale si dedica un capitolo a Coulibaly: “Volevo diventare un calciatore, non aveva paura di nulla e di nessuno – racconta Mamadou – sono fuggito dal Senegal al Marocco in pullman, ma lì mi ritrovai senza soldi e senza documenti. Non sapevo nuotare, ma decisi ugualmente di affrontare il Mediterraneo, nascondendomi su una nave che trasportava cibo in Europa. Volevo arrivare in Francia, da mia zia. Ero un clandestino, senza posto in cui dormire, senza cibo. Poi arrivai a Livorno, sono stato 7 mesi senza un tetto e per riscaldarmi andavo nei supermercati”. Il giovane non demorde e imperterrito prova a raggiungere l’Abruzzo e in particolare Pescara dove gli dicono esserci una comunità senegalese. Ma il suo viaggio si interrompe a Roseto, tappa fondamentale: “Iniziai a giocare nel Roseto, lì incontrai Mino Bizzarri a cui devo tutto. Mi fece fare diversi provini e alla fine andai a Pescara. Oddo mi fece debuttare in A, Zeman mi insegnò tutto. Ora voglio arrivare a livelli massimi, giocare in Serie A in Italia o all’estero. Darò tutto per il Carpi, al primo gol in magli biancorosso ho provato un’emozione unica”.


































































































