Modena Fc: ora la proprietà programmi il futuro... con le persone giuste

C’era tutta Modena oggi al Piola di Novara, chi non era presente fisicamente ha seguito il match in tv o sulle dirette live scritte. La mancata promozione diretta dei gialli è il fallimento di un progetto sportivo di una proprietà che aveva messo sul piatto oltre 3 milioni di euro per coprire l’intera stagione (contro i 2 della Pergolettese).

I tifosi gialloblù, anche oggi, sono stati commoventi, hanno fatto una coreografia che in serie D non si vede, mai, hanno spinto per 95 minuti senza mollare, mai. Si può altresì criticare una proprietà che ha messo in mano al Direttore un budget stellare? A nostro parere no, semplicemente  perché Salerno, Amadei, Sghedoni, Galassini e Morselli non devono scegliere un giocatore, non sono loro che devono capire se un centrocampo con Boscolo, Pettarin, Obeng e compagnia è pronto ad ammazzare la D, idem per gli altri reparti, gli under e i portieri.

Qui veniamo al nocciolo della questione: la squadra costruita da Tosi ha fallito la promozione e ora il vortice playoff significa mettere la testa dentro una lavatrice che darà i propri verdetti in piena estate. Tra fallimenti, ricorsi, casini soliti etc le squadre che disputeranno la Serie C il prossimo anno si conosceranno a ferragosto, e sarà un gran problema, per tutti.

Ma torniamo a bomba: Tosi, per il quale c’è massima stima (non ci dimentichiamo di chi ci ha portato in paradiso 17 anni fa), ha fatto il mercato estivo, lui con gli allenatori ha scelto i giocatori, a dicembre ha piazzato altri colpi, mirati. Il risultato è stata una armata di 40 e passa players (in rosa ne sono rimasti ben 29), tra cui un fiore all’occhiello, Ferrario, Gozzi… e poi? Questo è il momento che la proprietà getti le basi per le prossime due stagioni, puntando su un Ds che conosca la D e la C a memoria, con un asse di altissimo livello che contempli portiere, centrale, regista e bomber. Il tempo delle minestre riscaldate, anche in campo e in panchina (a buon intenditor poche parole), è finito, il pubblico di Modena merita di più, ha dimostrato di esserci, eccome, ma basta con gli amarcord, serve gente forte e nuova, che apra un ciclo, di magoni ne ha mandati giù tanti, troppi .

Gian Paolo Maini

Gian Paolo Maini

Gian Paolo Maini è editore e direttore della testata parlandodisport.it che ha fondato nel marzo 2014. Classe 1979, diventa giornalista nel 2008 ed inizia con la carta stampata per poi proseguire con radio e tv, di cui si occupa ancora. Scrive il suo primo libro "La prima corsa di Enzo Ferrari" nel 2013. Ha creato eventi sportivi e culturali con la propria agenzia di comunicazione ed oggi continua a farlo come libero professionista. Da 4 anni è addetto stampa di Modena Volley (Serie A maschile) e manager nel gruppo Rpm Media e Radio Pico.

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