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Modena Volley - La storia di Ivo, capitano del Sitting Modena Volley

La storia di Ivo Parmiggiani, capitano del Modena Sitting Volley, è di quelle che servono ad aprire gli occhi e la mente, chiacchierare con lui è come entrare in una stanza che spesso decidiamo, anche inconsciamente, di non aprire mai, quella della disabilità. Da venerdì Ivo e Modena Sitting Volley partecipano alle fasi finali del campionato italiano maschile e femminile che si stanno disputando al PalaPanini.

Nel 1996 Ivo ha 27 anni e una vita felice, gioca a pallavolo, ha un lavoro dinamico e una fidanzata. Poi, una sera d’inverno, in meno di un minuto tutto cambia, drammaticamente. “Ero sulla strada che da Porta a Modena non andavo veloce, ma ad un tratto una lastra di ghiaccio mi portò a perdere il controllo della mia auto. Sono uscito fuori strada, in campagna, ho aperto la portiera e attraversato la carreggiata, avevo qualche graffio e c’era una casa vicina dove potevo chiedere aiuto. Pochi istanti dopo una macchina arrivò sulla stessa zona ghiacciata che avevo centrato io, volò sopra alla mia auto, la schiacciò, e per un attimo pensai che mi era andata bene. L’auto rimbalzò a terra in piena strada a qualche decina di metri da me, si staccò il motore, una massa di ferro ad altissima velocità mi colpì in pieno. Mi ha tranciato la gamba destra e lesionato in modo molto pesante quella sinistra. So bene che quello che racconto è terribile, ma io continuo a pensare che quella sera a me andò bene, la sfiga è stata grande, certo, ma anche la fortuna di aver perso solamente l’uso di una gamba, e non di entrambe, lo è stata allo stesso modo”.

Seguono 4 mesi di ortopedia a Modena, 8 di convalescenza in carrozzina ed 1 in clinica a Budrio, mesi lunghissimi, con innumerevoli interventi all’arto sinistro e l’applicazione della protesi a quello destro. Il lavoro diventa sedentario, dietro a una scrivania, addio pallavolo e il divano è il compagno, triste, di giornate vissute con la chiara consapevolezza che nulla sarà più come prima. Ivo si sposa, arriva il primo figlio e con lui una quotidianità molto diversa. Ma c’è una cosa che lo fa sentire terribilmente incazzato col mondo: non poter giocare con lui, come fanno gli altri papà, quello gli manca da morire, il poter prendere una palla e iniziare a farsi qualche battuta o un tiro in porta, insieme. Poi? “Poi arrivano le Paralimpiadi di Londra 2012 e tra uno sport e l’altro ne vedo uno che mi cambierà la vita, è il Sitting Volley. Guardo qualche minuto una gara in cui sei contro sei giocano normodotati e persone amputate, sono a sedere, tutti, e il mio pensiero corre a me e a mio figlio, rido, mi commuovo e penso che allora c’è un modo per giocare insieme’’.

Ivo inizia a praticare il sitting a Parma, poi si sposta a Bologna ed infine diviene capitano della squadra di Modena, con la quale sta affrontando le fasi finali del campionato al PalaPanini. ‘’In questo sport giochiamo senza le protesi in campo e c’è la massima libertà. Per me, subito, era imbarazzante e quindi le tenevo, poi è diventato sempre più naturale arrivare in palestra e buttarle nel cesto dei palloni. La prima volta che ho giocato con mio figlio ero a già a Parma, venne con me a fare alcuni allenamenti e fu qualcosa di bello, indimenticabile. Ancora oggi lui mi insegna e mi riprende quando sbaglio un colpo ed io, allo stesso modo, sono il primo critico quando vado a vederlo giocare a pallavolo, quella in piedi (ride, ndr)’’. Il Sitting Volley è uno sport inclusivo, anzi, è lo sport inclusivo per eccellenza, perché ogni squadra deve obbligatoriamente essere costituita da normodotati e disabili. ‘’Grazie al Sitting ho conosciuto tantissime persone, ho avuto la possibilità di entrare in contatto con chi ha vissuto e vive esperienze come la mia, si fa sport, si gioca insieme, si parla, ci si confronta, si esce di casa e con una palla abbiamo la possibilità di vivere emozioni che da sopra ad un divano sembravano lontane anni luce’’.

E se qualcuno sta leggendo questa intervista e decide di provare il Sitting? “Che sia normodotato, amputato o con handicap non abbia nessuna paura, visiti la pagina fb della nostra squadra ‘’SittingVolley Modena” e ci contatti subito, cerchiamo nuovi compagni e compagne di squadra, gente che voglia provare uno sport del quale, giuro, si innamorerà. Faccio un appello in particolare ai genitori: fate venire i ragazzi in palestra a provare il Sitting Volley, aiutateli a vincere la paura e fateli entrare in un mondo che è fatto di amicizia e voglia di stare insieme, gli farete un enorme regalo, gli darete la possibilità di rinascere, giocando’.

Valeria Violi

Valeria Violi

Modenese trapiantata in Romagna, appassionata di volley, ginnastica artistica e pattinaggio sul ghiaccio. Conduce una doppia vita: insegnante durante la settimana, aspirante giornalista sportiva nei weekend.

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