Continua il percorso di avvicinamento all’inizio vero e proprio della stagione sportiva in casa Scuola di Pallavolo Anderlini. Tante, tantissime saranno anche quest’anno le formazioni al via dei vari campionati e a fare il punto sui gruppi più giovani, raccontando anche quelli che sono gli obiettivi per l’annata sportiva, è Luana Serafini, vice presidente della società e Ds/Dt del settore femminile provinciale: “Siamo ai nastri di partenza, per quanto riguarda il mio settore ovvero la fascia dalle Under 11 alle Under 14 quest’anno partiamo con otto gruppi numerosi, avremo circa 140 ragazzine desiderose e speranzose di imparare qualcosa di nuovo. Dal punto di vista umano, aspetto a cui tengo molto, voglio che le mie squadre si sentano parte di un sistema e che vengano volentieri in palestra lavorando con costanza per provare ad apprendere sempre di più ogni giorno. Dal punto di vista sportivo dipende da che tipo di pallavolo loro ci fanno vedere, l’obiettivo non è la gara o il campionato vinto bensì quanti step di miglioramento riusciamo a fare durante l’anno. Dai 10 ai 12 anni è una fascia di età che seguo da parecchio tempo e mi piace molto. Quello che la Scuola di Pallavolo deve trasmettere loro è il desiderio di fare sacrifici e di regalare impegno per apprendere qualcosa raggiungendo nuovi obiettivi ogni giorno. Ovviamente sono consapevolissima che ogni gruppo è formato da atlete diverse, gli obiettivi personali delle atlete non sono tutti uguali e quindi l’obiettivo generale della squadra dipenderà da ciò che loro stesse dimostreranno di essere in grado di fare”.
Come raggiungere questi obiettivi? Ecco la ricetta secondo Serafini: “Ciò che serve è passione, volontà di mettere impegno in ciò che si fa, possibilmente spesso e volentieri col sorriso. Senza passione credo che nessuno intraprenderebbe questo mestiere, io personalmente dello sport che mi piaceva da ragazza ho fatto il mio mestiere e, quindi, credo di essere uno di quei tanti esempi che la passione è determinante. Come Scuola di Pallavolo cerchiamo di trasmettere questo valore e a me personalmente piace molto farlo con le piccole perché sono più ricettive dal punto di vista umano. Non sono sempre e solo indirizzate al raggiungimento dell’obiettivo, ma cercano anche una buona realtà per stare bene loro stesse, vivendo qualcosa di positivo nelle ore fuori dalla scuola. Dall’altra parte noi siamo consapevoli che dobbiamo far percorrere loro una srada che possa servire anche nella vita, non solo imparando tecnicismi sportivi, ma anche che porti ad apprendere principi sportivi ed essere desiderose di fare ed apprendere cose nuove nella vita”.
Per realizzare tutto questo serve una stretta sinergia con gli allenatori e gli staff tecnici che guideranno queste ragazze nel loro percorso. “Quest’anno assieme ai miei allenatore ci siamo dati come obiettivo un piccolo slogan ovvero ‘not yet’ – racconta sempre la Serafini -. Vorrei che loro rendessero le atlete consapevoli di ciò che sanno fare e di ciò che ancora non hanno imparato a fare. Ovviamente questo not yet non è uguale per tutti, nel rendere consapevoli le ragazze noi ci prendiamo l’impegno di far attraversare loro questa strada. Rendendosi consapevoli del lavoro che faranno potranno anche essere soddisfatte nel rendersi conto di aver superato i propri limiti”.


















































































































