Dalla pallavolo giovanile di alto livello al minivolley, ma anche un occhio attento alla crescita dei piccolissimi. La Scuola di Pallavolo Anderlini ha progetti e percorsi adatti a tutti come testimonia anche il progetto Pallandia, nato ormai nel lontano ottobre 2000 e rivolti ai bambini delle scuole materne. A raccontare di cosa si tratta è la responsabile Simona Torricelli: “Pallandia prevede una storia, una fiaba come tema conduttore di ogni lezione. La fantasia e il vissuto del bambino viene riportato nella fiaba e gli esercizi, la motricità che si esprime nel corso della lezione è tutto a cura di lui stesso. Le lezioni sono una o due volte a settimana, martedì e giovedì ad orari differenti, e prevedono appunto un numero di bimbi fino a 20, di età dai 3 ai 5 anni. Di solito le annate sono suddivise fra i 3-4 anni nella prima ora di lezione e 4-5 nella seconda”.
La Torricelli entra poi più nello specifico raccontando come si svolgono le lezioni: “Sono suddivise innanzitutto in tre parti, la prima è la breve fase di racconto dell’inizio della storia in cui i bambini svolgono un gioco che li vede immedesimati nella stessa. Successivamente c’è una parte centrale in cui di nuovo le insegnanti, che sono due per gruppo, radunano i bambini al centro della palestra raccontando la fase centrale della storia con una seconda parte di attività motoria che di solito è il percorso. Questa è anche la parte che di solito piace di più ai bambini in assoluto perché nel percorso riassumiamo tutto ciò che è il motorio del bambino, quindi corsa, movimento, zig zag, salto e capovolte. Nella terza ed ultima parte, invece, di nuovo i bambini vengono radunati e si racconta il finale della storia, dopodiché c’è un ultimo gioco in cui i piccoli vengono riportati ad uno stato di calma dopo il tanto movimento dell’attività fisica precedente. Insieme ci salutiamo e ci proponiamo di rivederci la volta successiva”.
Chiosa finale sugli obiettivi delle lezioni: “Intendiamo far sviluppare gli schemi motori di base del bambino e creare la formazioni di un gruppo perché a quell’età i piccoli sono molto slegati, ognuno va per conto proprio. Noi ci proponiamo di creare un gruppo, un interesse, una partecipazione da parte del bambino e soprattutto tanto divertimento. Immedesimarsi nella storia sicuramente è una situazione che crea grande interesse nel piccolo”.


















































































































