Tazio Nuvolari, la foto del 14 dicembre 1929 e quella sfida con Varzi che...

di Daniele Cavallini

È il 14 dicembre 2019, sto andando a Milano ad accogliere un ospite in arrivo a Linate, ma uno sciopero del personale Alitalia ha fatto cancellare il volo. Sono partito da poco, posso tornare a Modena in breve tempo. Mentre sono in auto, il pensiero va ad una bella foto che ho, anch’essa datata 14 dicembre, ma del 1929.

Appena arrivato a casa la riguardo, poi, grazie a Google, scopro che anche 90 anni fa il 14 dicembre era un sabato.

Rileggo le parole che, a matita, Tazio Nuvolari scrive al padre il 14 dicembre 1929: “Saluti papà Riparto per Torino ora, non abbiamo concluso definitivamente ma abbiamo fatto molto. Arrivo alle 11 ½ e vado a prendere la mamma dal sig. Zanetti così farò un’improvvisata. Ti abbraccio papà La fotografia è sulla Bugatti a Monza”.

E poi, in alto, in nero più marcato, Baci Tazio.

Posso immaginare, leggendo anche le parole di Tazio, che si sia trattato di un test, in una stagione non facile, come riporta il sito www.tazionuvolari.it dedicato alla storia del Campione, “… Nuvolari vive il periodo forse più problematico della sua vita o, quanto meno, della sua «carriera» di corridore. L’attività agonistica gestita in proprio è onerosa … Tazio si arrabatta come può. Alterna freneticamente l’auto alla moto, fra una corsa e l’altra commercia in automobili: vende Bianchi, Scat, Alfa Romeo e Lancia. Cambia spesso macchina anche in corsa: Bugatti 35C, OM 665 Speciale, Alfa Romeo 6C 1750 SS, Talbot 1500. Ma i successi alla fine sono scarsi: il 1929 è proprio un anno da dimenticare, eccetto che per le due ruote: con l’inseparabile Bianchi, infatti, partecipa a 11 corse e ne vince 7. La svolta storica è datata 1930 …”.

Ma la foto di quando sarà? forse di pochi giorni prima, stante la nebbia che nasconde la fine del lungo rettilineo, o forse, ed è più probabile, del 1928 quando Tazio, il 9 settembre, partecipa al Gran Premio d’Italia a Monza (solo nel 1950 nascerà il campionato mondiale di Formula 1), con una Bugatti Type 35c, una delle quattro che aveva comperato (alla MiIle Miglia del 1928 partecipa con una Bugatti T43) per avviare la Scuderia Nuvolari. Due le aveva subito rivendute ad Achille Varzi e a Cesare Pastore.

Nel corso del 1929, probabilmente, Tazio ha anche rivenduto le due Bugatti, infatti alla Mille Miglia partecipa con una (bellissima) OM Tipo 665 SMM e al Gran Premio di Monza, che nel 1929, il 15 settembre, viene disputato solo sull’anello d’alta velocità, Nuvolari partecipa su una Talbot 700 della Scuderia Materassi. Per la prima volta le auto, con Achille Varzi, su Alfa Romeo P2, e Alfieri Maserati su Maserati V4, toccano in gara i 200 chilometri orari. La finale vede primo classificato Achille Varzi e secondo Tazio Nuvolari. Siamo solo all’inizio di una sfida, già iniziata sulle due ruote, tra due piloti che si divideranno, nel corso degli anni, il favore degli appassionati.

Ma voglio aggiungere un aneddoto, sconosciuto ai più, raccontato dal bravo e competente Giuseppe Prisco sul suo libro “Luigi Fagioli. Il pilota che non disse mai basta”: “Ai primi anni trenta le imprese automobilistiche sui campi di gara portano alla ribalta i nomi di tanti piloti, ma due di questi, Varzi e Nuvolari, risultano essere quelli più titolati. Le loro battaglie sui campi di gara riportate dalla stampa portano nella convinzione della gente che prima o poi tra i due ci possa essere una sfida per decidere chi sia il più forte. Si arriva così al GP di Germania del 1932 dove, assente Varzi rimasto spettatore ai box, vince Caracciola davanti a Tazio. Alla sera la squadra dell’Alfa Romeo, presente il giornalista Canestrini, si ritrova ad Adenau in un ristorante dove c’è anche Varzi. Tra i discorsi che vengono fatti si finisce per chiedere a Nuvolari una graduatoria tra i piloti in carriera. Al che, Nuvolari preso un tovagliolo e una penna, con grafia ferma, scrive: Io, Achille, Chiron, Borzacchini, Caracciola e Fagioli. Come la cosa viene risaputa risultò essere la conferma che la sfida fosse stata lanciata; a questo punto rimaneva da trovare le macchine e l’Autodromo oltre che trovare un accordo tra i due che, comunque, non avevano mai acconsentito. Il giornalista Canestrini prese allora l’iniziativa e per evitare pettegolezzi della stampa li convoca sull’autostrada al bivio per Bergamo. Dopo avere esposto il suo pensiero, sottolineato anche i vantaggi economici della sfida, Canestrini passa la parola a Nuvolari che, semplicemente, umanamente e realisticamente, rivolto a Varzi, disse:” Se perdessi io non me ne darei pace. Se perdessi tu ne soffriresti allo stesso modo. La nostra amicizia potrebbe finire. Vale la pena prestarsi a questo?” Varzi non parlò, suoi occhi si dilatarono per la commozione e in risposta tese la mano all’amico. Da quel giorno non si parlò più della sfida.”

Post scriptum dell’autore:

Dopo aver letto il mio articolo, mi ha scritto Giuseppe Prisco una interessante precisazione: “… In particolare quello che ha attirato la mia attenzione è la macchina alla guida della quale siede Tazio. Nel retro della foto è riportato essere una Bugatti. Detta così, l’affermazione potrebbe essere smentita dalla forma del radiatore che non ha la classica forma a ferro di cavallo. Invece la cosa è corretta in quanto la macchina è la Bugatti che Tazio fece modificare in monoposto dall’Ingegnere Massimino, e con la quale il pilota avrebbe voluto debuttare a Monza nel 1929, dove poi andò con la Talbot 700. Nella foto ancora manca il fregio sulla griglia e la sigla TN sulla calotta del radiatore.” Grazie Giuseppe!

Daniele Cavallini

Daniele Cavallini

Daniele Cavallini, nato a Modena nel ’65, imprenditore nel settore del software per aziende di produzione, collezionista di automobilia e appassionato di storia delle competizioni motoristiche.

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