Il “Corriere dello Sport” ha intervistato il difensore gialloblù Mickael Varutti. Trent’anni a giugno e titolare fisso nel Modena di Mignani, il laterale sinistro di Palmanova guadagna circa 4000 euro al mese e il suo valore aggiornato di mercato si aggira intorno a quota 100mila euro: “Sono un privilegiato, se penso alle sofferenze che vediamo in giro. La gran parte dei miei colleghi non supera i duemila euro mensili in Lega Pro e c’è chi si accontenta anche di meno pur di restare nel giro. Ormai sono un calciatore etichettato di serie C, non mi aspetto nulla ed è anche giusto così. Sono un discreto esterno a tutta fascia, che non fa niente particolarmente male e niente particolarmente bene. Sghedoni? Non posso che parlare bene di lui. Vuole bene al calcio, non ci fa mancare nulla, ci paga con regolarità e ci consente di vivere dignitosamente, tutti noi che non siamo riusciti a fare il salto di categoria. Stiamo aspettando un accordo sulla cassa integrazione. Se vogliamo far ripartire il nostro calcio, dobbiamo anche noi calciatori rinunciare a qualcosa, fare piccoli sacrifici, insieme ai presidenti. Se la metà delle squadre fallisce, non c’è futuro per nessuno. Ricordiamoci sempre che quello della Lega Pro è un mondo particolare, ci divide un abisso dalla Serie A. Tornare in campo? Lo considero anche un dovere per dare uno svago alla gente che deve restare in casa. Usando le giuste precauzioni, controlli e porte chiuse, non avremo problema, non andiamo certo a rischiare la vita. Siamo disposti a giocare anche a giugno, pur di finire i campionati, assegnare i verdetti e non passare un’estate tra corsi e ricorsi. Allenamenti? Si fa quel che si può. Ci hanno tolto anche la possibilità di fare una corsetta al parco. Ronaldo? Lui è un altro mondo, se lo può permettere. E’ al di sopra di tutto anche se, di questi tempi, sarebbe giusto si comportasse con più sobrietà. Famiglia? Mia è la mia felicità, Silvia la mia fortuna. Ero un ragazzo negativo, sempre pessimista. Lei mi ha fatto scoprire la positività, l’idea che in ogni modo le cose si sistemano”.


































































































