Modena Volley - Gazzetta di Modena - Rossini, la bandiera saluta dopo sei anni: "Modena per sempre nel mio cuore"

Come riporta la Gazzetta di Modena, Rossini ha salutato definitivamente Modena Volley, dopo avere vestito la maglia gialloblu per sei stagioni consecutive: “Credo sia normale dividere in pre-triplete e post-triplete. Nel 2015 avevamo vinto una Coppa Italia, al mio primo anno in gialloblù, stupendo, però Modena attendeva lo scudetto da tantissimo tempo. Quando è arrivato è stato incredibile, anche perché lo scudetto ti fa sorridere per tutta l’estate e saluti il tuo pubblico al meglio. Mi sono sposato con mia moglie il sabato, la domenica ero in macchina in direzione Pala Panini, abbiamo fatto la luna di miele a Modena. Quel viaggio non lo scorderò mai. Avevo mille emozioni dai giorni precedenti, ma sapevo che ne avrei vissute molte altre, tutte nuove, anche se non sapevo bene a che cosa andavo incontro. Avevo parlato con Lorenzetti e Sartoretti, vestire la maglia di Modena non sarebbe stato facile. Grandi campioni avevano faticato, il palazzetto era sempre pieno e non si vinceva da tante stagioni. Però il Pala Panini cercava anche sudore ed impegno, e quelle sono caratteristiche che mi avevano sempre contraddistinto. Quindi sapevo che poteva nascere qualcosa di speciale. Un viaggio bellissimo che è terminato nel modo più insolito. Ho presente tutti i momenti felici e difficili, ma anche tutti gli uomini e tutti gli affetti che vanno al di là della maglia di Modena. Sono anni che non gioco con Bruno e Ngapeth, ma siamo sempre rimasti uniti come fratelli; mentre con Holt ho passato quattro anni e, proprio l’altro giorno, mi ha detto “ti ricordi quando ho rinnovato fino al 2020, così ho visto Ricky (figlio di Rossini) crescere. Quest’anno si poteva gioire secondo me, assolutamente sì. E’ normale che il mio sogno era quello di salutare la piazza con una vittoria. Fare magari come Lucas, che dopo aver vinto il triplete è andato via. Ma poteva capitare anche quello che è successo a Earvin, il quale ha chiuso la sua parentesi con Modena con una dolorosa sconfitta. In questi giorni ho ricevuto una dimostrazione di affetto enorme, non solo a Modena ma anche in giro per l’Italia. Io sarei rimasto, è stata una scelta della società quella di sostituirmi. Ma lo sapevo da tantissimo tempo che non rientravo più nei piani, poi a settembre mi è stato accennato qualcosa dalla società. Umanamente è stata difficile da accettare, anche se ho avuto tutta l’estate per metabolizzare la notizia. Sportivamente sono felicissimo della scelta che ho fatto perché mi permette di continuare a giocare per vincere (Rossini la prossima stagione dovrebbe giocare a Trento, ndr). Quando sono arrivato a Modena, non avevo ancora vinto nulla. Ero abituato a vestire maglie importanti come quella della nazionale, ma la casacca di Modena è veramente qualcosa in più. Io ho sostituito Manià, che aveva giocato cinque stagioni al Pala Panini. Mi sono chiesto se sarei rimasto più di lui. Alla fine sei anni per sei trofei, fantastico. [L’anno più difficile è stato] quello con Stoytchev. Una stagione in cui più di qualcuno si è fatto ingannare. Noi giocatori non avremmo mai voluto il male di Modena, abbiamo fatto di tutto per provare a vincere lo stesso. Ma Stoytchev ha provato a spaccare tutto. Quando ridevamo, lui era scontento, si arrabbiava se la sera prima di una partita giocavamo a Risiko. Sminuiva tutte le cose belle che facevamo e, invece, sottolineava tutte le cose negative. Mio figlio è nato a Modena, il mio posto del cuore è legato a quei ricordi. Forse è brutto da dire, ma nell’ospedale di Modena è dove ho abbracciato mio figlio per la prima volta. Non potrò mai scordare quei momenti, c’era tutta la mia famiglia. Non so, sinceramente, chi sceglierei tra Bruno e Ngapeth. Earvin è un fuoriclasse, con lui giochi sempre per vincere, e anche fuori dal campo è uno spasso assoluto. A mio figlio invece direi di prendere la mentalità di Bruno: ha sempre voglia di vincere, non molla mai e cerca sempre di trascinare la squadra al successo. Dopo una vittoria festeggia 5 ore, poi pensa subito a vincere un altro trofeo“.

Condividi