Come riporta la Gazzetta di Modena, Catia Pedrini ha rilasciato la seguente intervista: “E’ possibile che qualche big vada via. Vi faccio un esempio. Io vado da Ivan e gli propongo un riduzione dell’ingaggio di questa stagione, poi parliamo del futuro. Per la prossima stagione, al momento, ho un budget che è uguale a zero, non sono quindi in grado di garantirgli il contratto dell’anno prossimo. E se lui mi dice “mi posso guardare intorno, mi lasciate andare?”, la mia risposta non può essere che “ma certo che sì”. Non ho altra scelta. Già prima dell’arrivo del Coronavirus avevo deciso di abbassare il monte ingaggi della rosa per lla prossima stagione. Christenson e Anderson sono venuti da me in lacrime e mi hanno chiesto di rientrare negli Usa. Io gli ho detto “ragazzi guardate che siete più sicuri qua da noi”. Christenson mi ha risposto che non era d’accordo con le mie parole, allora non ho potuto dire altro che “ok, vai pure”. Micah lo sento spesso, l’altro giorno mi ha chiamato ringraziandomi per averlo lasciato tornare a casa. Di certo, in questo momento, non c’è proprio nulla. Le perdite di questa stagione sono impressionanti. Valuteremo se ricorrere al finanziamento garantito dallo stato, che dovrebbe arrivare fino al 25% del fatturato dello scorso anno. Ma sono prestiti, seppur agevolati. Quindi alla perdita di quest’anno dovremo aggiungere un altro debito. Come si fa a programmare sempre a debito? L’unica cosa a mio parere certa è che il campionato deve ricominciare solo e quando sarà possibile riaprire i palazzetti. Io l’anno scorso ho fatto 3500 abbonati, e con loro ho un debito che, in qualche modo, dovrò ripagare. Io ho deciso di fare pallavolo per la mia gente, siamo un’impresa sociale. Con il volley voglio regalare una cosa bella alla mia gente, una gioia per la città. [Per la riapertura] siparla di marzo 2021, significherebbe giocare quasi un intero campionato a porte chiuse. Quindi, nessuno sponsor. Se e quando gli sponsor decideranno di onorare i compensi di questa stagione, ci chiederanno di farlo con formule diluite nel tempo. Tutte le società si ritrovano delle voragini rispetto ai bilanci dell’anno passato, oltre che un bello 0 di fianco ricavi del prossimo anno. Questi sono i fatti ad oggi. [La chiusura del campionato] è stata una scelta derivata dall’osservazione di tutto quanto stava accadendo e dai dati che mi venivano forniti dai medici che conosco e che gravitavano intorno alla nostra squadra. Sono sempre rimasta in collegamento anche con i vertici dell’Emilia Romagna. Ho quinti ritenuto che non fosse possibile alcun’altra posizione se non quella di sospendere la stagione. Mi sono sentita, tra l’altro, terribilmente responsabile della salute di tutta la mia gente, sia per quanto riguarda la mia squadra, ma anche per tutte le altre persone che potevamo coinvolgere. Per diverso tempo, più di qualcuno, continuava a dire che era una banale influenza. Giulia Gabana è stata etichettata come una terrorista. Ho dovuto quindi alzare i toni perché non si stava prendendo atto della gravità della situazione. L’atteggiamento delle prime tre squadre del campionato è profondamente ingiusto verso tutte le altre, compresa Modena. Va costruito un campionato dove l’agonismo e la competitività possano permettere a tutti di divertirsi, da Piacenza fino a Vibo. Dentro alla Lega ho visto tutto tranne che solidarietà, eccetto alcuni casi ovviamente. Siamo un consorzio di società che, di fatto, ha un padrone da vent’anni, e che non è l’attuale presidente di Lega (Mosna ndr), che detta regole e condizioni. Lo stesso padrone che ha gonfiato i compensi a dismisura. Negli ultimi 4-5 anni ha alzato la media degli stipendi del 30 o 40%“.












































































































