Come riporta la Gazzetta di Modena, Mazzone ha rilasciato la seguente intervista: “Mi ricordo bene la prima partita che ho giocato in serie A1. Ero a Molfetta e giocavano in trasferta contro Civitanova, squadra nella quale giocava Ivan Zaytsev. Devo dire che Ivan, tra l’altro, mi ha aiutato in quella partita perché mi ha fatto fare due dei tre muri che ho messo a segno. Grazie caro, lo so che l’hai fatto apposta (ride ndr). E’ stata una bella esperienza, anche se un esordio non è mai facile. Inizialmente ero nervoso, ma penso di aver giocato una buona partita anche se abbiamo perso. E’ stato un lavoro continuo, ho seguito molti dei consigli che mi hanno dato allenatori e compagni di squadra. Per esempio i palleggiatori ti aiutano molto per quello che riguarda l’attacco. Ovviamente non tutte le indicazioni che ti vengono date sono giuste, devi capire tu quali sono quelle che ti servono per crescere. Un mio punto di forza è sicuramente l’attacco, anche grazie alla mia fisicità. Posso sicuramente migliorare a muro ed in battuta. Penso di essere, comunque, un centrale completo. Non ho sicuramente l’attacco di Lucas o Simon, però mi reputo equilibrato. Dove devo, invece, migliorare assolutamente, è in difesa e al palleggio, fondamentali che anche un centrale deve possedere. Le prove negative arrivano, così come le brutte sconfitte. Il miglior modo per gestire queste situazioni è quello di mettere focus nella giusta direzione. Quella partita persa, ormai, non la rigiocherai mai più, quindi non serve arrabbiarsi ma bisogna capire dove si può e si deve migliorare. Quando avevo 10-12 anni il mio idolo era Gigi Mastrangelo. Era lo Zaytsev dei miei tempi, il giocatore mediaticamente più importante e più conosciuto in Italia. Poi, crescendo, quando ho iniziato a giocare in serie B, la mia stima si è indirizzata verso Emanuele Birarelli. E’ un giocatore che è riuscito a rimanere ad alto livello per tantissimi anni, anche con la maglia della nazionale. Non ha mai avuto delle doti fisiche marcate come altri giocatori, quindi se è riuscito ad arrivare a certi livelli vuole dire che hai lavorato veramente tanto e la tua testa ha sempre reagito alla grande. In questa quarantena ho migliorato la mia cucina. Anzi, possiamo addirittura dire che ho imparato a cucinare. Sto iniziamo a sperimentare qualcosa, anche sul pesce e sulla carne. Prima avevo solo cucinato per sopravvivenza. Da adesso in poi potrei vivere anche da solo senza appoggiarmi ai ristoranti convenzionati con la società. Scelgo giocatori ancora in attività che conosco bene perché ci ho giocato contro. Al palleggio sicuramente Bruno, forse il miglior alzatore di sempre, ha dato tantissimo alla pallavolo mondiale. Come opposto metto Mikhaylov, un giocatore di una regolarità impressionante. Magari non avrà gli exploit di altri giocatori, ma sbaglia pochissime partite. Al centro schiererei Simon e Muserskiy: Simon qui in Italia lo conosciamo benissimo, mentre il centrale russo è assolutamente disarmante, è illegale, io non riesco a prenderlo. Mentre come schiacciatori Ngapeth, un talento puro, e Leon. Libero sono indeciso tra Grebennikov e Verbov, fantastici entrambi. Devo ammettere che sono stato fortunato, perché ho sempre giocato con giocatori fortissimi. Negli ultimi anni sono stato al fianco di tre dei quattro palleggiatori più forti al mondo: Bruno, Giannelli e Christenson. Mi manca giusto De Cecco. Sono alzatori diversi. La migliore intesa tecnica, probabilmente, l’ho avuta con Giannelli durante il Mondiale del 2018. Bruno ha una “2” che veramente si attacca da sola, mentre Micah è il palleggiatore più equilibrato che ho trovato, fa tutto bene“.




















































































































