Come riporta la Gazzetta di Modena, Anderson ha rilasciato la seguente intervista da Andrea Zorzi circa il suo futuro: “Non lo so, non lo so ancora. Ho giocato due stagioni a Modena e, entrambe, sono state delle esperienze straordinarie, anche dal punto di vista umano. Non ho mai vinto niente a Modena: nove anni fa fu una stagione complicata, mentre quest’anno, invece, stavamo crescendo e avevamo una rosa composta da grandi giocatori. Peccato non aver potuto combattere per lo scudetto. Tornando al mio futuro, non sappiamo come sarà il mondo dopo questa epidemia. Tra cinque mesi, magari, ci staremo allenando con le nazionali. Al momento non c’è nulla di organizzato, non ci sono competizioni in vista e non ci sono soldi. Parlo praticamente ogni giorno con il mio procuratore (Luca Novi ndr) e con Modena, con Pedrini e Sartoretti, perché stiamo cercando una soluzione. Sto parlando attentamente sia con la Catia che con Sartoretti, ma se dovremo ridiscutere il mio contratto lo faremo nelle prossime settimane. In questo momento non c’è nulla di certo e non si conoscono molte cose. Per esempio, non sapremo quando la Superlega inizierà e se i palazzetti saranno aperti al pubblico. Tante società, ovviamente anche Modena, risentono molto dei mancati introiti della vendita dei biglietti. Penso però che il problema economico non ci sia solo in Italia. A Modena diciamo sempre “noi siamo la squadra” , ma la verità è che Modena è una grande famiglia. Rispetto molto questa società, rispetto molto Catia, così come loro hanno rispettato me. Mi hanno permesso di tornare negli Usa per assistere alla nascita di mio figlio; poi mi hanno permesso di rientrare anche quando è scoppiata l’epidemia. Ho un profondo rispetto per questa società, quindi vorrei in qualche modo ridare indietro tutto questo affetto“.
Su un eventuale trasferimento al Kemerovo, di cui si era vociferato, Anderson risponde così: “Per ora non c’è nulla di vero. Ho sentito Verbov, il nuovo allenatore del Kemerovo, che è un mio caro amico con cui ho giocato per cinque stagioni a Kazan. Abbiamo parlato, ma gli ho detto che ho un contratto con Modena e la mia intenzione è quella di tornarci anche per la prossima stagione. [In caso di mancato accordo con Modena, tra Russia e Cina] sicuramente sarebbe meglio giocare in Russia. Il campionato è di un livello decisamente più alto rispetto a quello cinese, e in campo ho la possibilità di migliorare confrontandomi con altri grandi campioni. Stavamo iniziando finalmente a trovare il ritmo da vera squadra quando è stato sospeso il campionato. All’inizio della stagione siamo andati molto bene, ma sfruttavamo le prestazioni dei singoli: una volta giocavo bene io, una volta Bednorz e una volta Holt. Non siamo mai riusciti ad esprimerci al massimo come squadra, come si è visto bene in Coppa Italia. Però nell’ultimo periodo stavamo crescendo tantissimo anche grazie a Giani, che è veramente un allenatore fantastico. Stavamo facendo il salto di qualità. Personalmente credo che si potrà tornare in campo solo quando sarà garantita la sicurezza degli atleti. Noi pallavolisti siamo molto vicini quando giochiamo, e il virus si può passare da persona a persona con distanza molto ravvicinate. Se si dovesse optare per giocare a porte chiuse, sarebbe molto triste giocare senza il pubblico. Non ci sarebbe il supporto ed il calore dei palazzetti, che soprattutto in Italia si fa sentire parecchio. L’ultima gara contro Monza, giocata a porte chiuse, sembrava più un allenamento che una partita“.




















































































































