Modena Volley - Gazzetta di Modena: Fipav, protocollo "impossibile"

Come riporta la Gazzetta di Modena, Andrea Giani si è espresso duramente contro il protocollo Fipav sugli allenamenti: “Penso che sia un’opportunità perché adesso c’è la possibilità di entrare all’interno delle aree di gioco con due allenatori e dodici giocatori. Il nostro però, ricordiamo, si chiama sport di squadra. Tutto quello che possiamo fare è soltanto dare questi due famosi palloni per ogni giocatore e fare delle esercitazioni analitiche, come si fanno nel mini volley. Solo che noi non siamo al mini volley. Noi alleniamo dei professionisti e c’è una grossa differenza. Finché si tratta di bambini, lo posso fare, ma quando si parla dei professionisti non posso pensare di allenare degli atleti di Superlega con esercizi analitici da mini volley. Questa cosa, quindi, va in contrapposizione con quello che normalmente facciamo, ovvero gestire delle macchine da competizione come sono i giocatori professionisti. Mi dispiace perché non dovrebbe essere così. Chiaramente all’interno di queste linee guida si capisce che c’è una assunzione di responsabilità, per cui non ci possiamo permettere all’interno della nostra area, all’interno del nostro campo di lavoro, che qualcuno si possa ammalare. Lo capisco, lo percepisco, però è anche vero che questo è il nostro lavoro. Non andiamo in palestra per un aspetto ludico o ricreativo. Questo è il nostro lavoro. Infatti siamo dei professionisti, siamo dei lavoratori, e come tali dovremmo essere etichettati. Purtroppo però, evidentemente, le responsabilità sono troppo grosse. Ti dicono che puoi entrare in palestra per allenare dodici giocatori ma, in realtà, sulla pratica non lo puoi fare. In più c’è anche l’aspetto fisico per gli atleti, un aspetto però che, secondo queste linee guida, devi fare da remoto, con gli atleti a casa. Questa è un’altra cosa che non sta né in cielo e né in terra“.

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