Nel format “Gialli in diretta”, la nostra Redazione ha intervistato l’ex centrocampista del Modena Nicola Campedelli che ha ricordato gli anni trascorsi in gialloblu. “Ho grandissimi ricordi di tutte le cinque stagioni che ho passato a Modena, sono stati anni molto significativi. Ho giocato in Serie A e poi ho trascorso stagioni importanti in Serie B, facendo anche il capitano. Sono stati anni coinvolgenti, carichi di emozioni sia positive che negative e questo è il bello del calcio”.
Si è poi soffermato sulla doppietta realizzata contro il Cesena, uno dei momenti più belli in gialloblu, e la conseguente standing ovation della Curva Montagnani al momento della sostituzione con Paolo Ponzo: “Fu una partita significativa. Era una gara importante perchè stavamo proseguendo una cavalcata incredibile e quello fu un ulteriore tassello per incrementare i nostri punti. Fu una giornata storica perchè ho fatto due gol e non era mai successo. E’ stato tutto molto emozionante. Quel giorno non dovevo neanche giocare perchè non stavo bene e alla fine è stata una delle partite più belle che ho disputato. Poi, riguardandola e incrociare l’abbraccio con Paolino aumenta ancora di più l’emozione di quel momento. Ponzo, per me, è stato un grande esempio e mi piace definirlo il più grande allenatore di uomini che abbia mai visto”.
In seguito, ha parlato del rapporto con gli allenatori che ha avuto sotto la Ghirlandina: “Io ho un debole per mister Pioli. Ho vissuto con lui due anni intensi, mi ha dato tanto ed è stato l’allenatore più importante che ho avuto. La sua avventura a Modena non è stata semplice all’inizio, ci sono stati momenti di scontro e divisione tra il mister e il popolo modenese. Personalmente, però, mi ero reso conto che eravamo di fronte ad un bravo allenatore e l’ho sempre difeso perchè ero convinto delle sua capacità e si vedeva l’impatto che aveva avuto all’interno del gruppo. Nel tempo, poi, ha dimostrato le sue qualità allenando in piazze importanti. Mutti, invece, è arrivato in un momento complicato ma con il nostro grande aiuto, che eravamo i primi responsabili di quella situazione, siamo riusciti ad ottenere una salvezza non facile. Il primo anno in cui arrivai a Modena c’era De Biasi e anche se non ho giocato tanto facevo parte di un grande gruppo e lui ne era protagonista. Allenatori ne ho avuti tanti, io ero un soldato e facevo quello che mi chiedevano poi con alcuni è andata meglio e con altri peggio. Ricordo anche Viscidi, ma non si può giudicare. Furono tre partite molto competitive, ma ebbe una sfortuna incredibile”.
Uno dei ricordi più belli, nonostante l’epilogo finale, fu la cavalcata del 2005/2006 fino ai playoff con l’eliminazione contro il Mantova: “E’ stato un anno incredibile. Abbiamo fatto un buon girone di andata, poi abbiamo avuto difficoltà ed era arrivato l’esonero di Pioli. Quando il mister è tornato abbiamo fatto un filotto incredibile e siamo andati a giocarci una bella fetta di promozione con i playoff. Secondo me, è mancato poco per andare in Serie A. Contro il Mantova siamo stati eliminati con due pareggi, ce la siamo giocata alla grande. Eravamo accompagnati e sostenuti da un intero popolo, abbiamo fatto una rimonta clamorosa e sarà un ricordo indelebile, vissuto insieme ad un gruppo forte”.
L’esperienza di Nicola Campedelli a Modena ha visto anche momenti bui, su tutti il “famoso” fallo di Alex Del Piero nella gara casalinga contro la Juventus: “Era un anno complicato. Non eravamo messi bene in classifica e pur sapendo che contro la Juve c’erano molte possibilità di perdere, avevamo bisogno di fare punti e ci siamo andati vicino. Il mio stupore è che nessuno si era accorto di quanto era successo, io invece mi ero subito reso conto che il fallo era stato brutto, oltre al male visto che mi ruppi due legamenti. Del Piero con la sua classe, non solo tecnica ma anche comportamentale, e la sua signorilità a fine partita venne nello spogliatoio a chiedermi scusa perchè si era reso conto che non aveva fatto una bella cosa. A fine gara, anche l’arbitro Marelli venne a vedere le mie condizioni. Non fu un bel fallo, era in netto ritardo, ma ho rivisto la partita e io gli avrò tirato la maglia molte volte perchè era imprendibile, si vede che non ne poteva più (ride ndr)”.
Infine, ha espresso un pensiero sul futuro del Modena: “La società è forte. Ho conosciuto Sghedoni perchè era sponsor quando io ero a Modena e si è sempre dimostrato una persona umana. Non era coinvolto in prima persona, ma si vedeva che era appassionato. Modena ha una grande solidità e mi auguro che possa tornare ad ambire, per prima cosa, alle posizioni di vertice. Non sarà facile vincere il campionato, ma primeggiare e stare davanti è quello che si aspettano i tifosi e la società ha la forza per fare questo. Spero diventino sempre più competitivi e tornino nelle categorie che gli competono”.




































































































