Come riporta la Gazzetta di Modena, Catia Pedrini ha rilasciato la seguente intervista a Radio RAI: “Credo che i nostri abbonati abbiano espresso molto chiaramente il loro grande desiderio di socialità, di emozioni e di sport e per questo chiedono anche alle aziende del territorio e alle istituzioni di affiancare il loro brand allo sport perché questo è necessario per rendere possibili quelle emozioni e sogni di cui sentono necessità. Modena è un’impresa sociale e mi pare che questo atto d’amore sia meritevole dell’interesse di tutto il territorio. Spero che possa essere ricambiato in qualche modo per dare valore a desideri che sono immateriali, ma possono aiutare a superare questo momento difficilissimo per il paese. Senza sport è difficile rimanere di buon umore. Credo che la Federazione sia stata all’altezza per come ha gestito la situazione. La Fipav, però, come tanti altri organi dipende dal Coni che a sua volta dipende dal Ministero e, quindi, dal Presidente del Consiglio. Credo che il Governo debba intervenire con aiuti strutturali, non si vive di solo calcio e penso che il calcio professionistico sia ben altro rispetto ai valori che trasmettono altri sport ai territori come nel nostro piccolo facciamo noi a Modena. Abbiamo mantenuto una struttura solida, se le condizioni dovessero tornare a cambiare in futuro con un paio d’innesti potremmo tornare competitivi per il top della classifica. Abbiamo un mix di giocatori di grande esperienza e di giovani che volevamo introdurre da tempo, ora che c’è stata l’opportunità è un cosa molto bella. Credo, però, che questo Covid debba averci insegnato che dovranno esserci cambiamenti radicali nell’approccio come, ad esempio, un ridimensionamento globale“.



















































































































