Come riporta la Gazzetta di Modena, questa è l’intervista rilasciata da Andrea Giani: “Vengo da 3 settimane di allenamenti in Germania con la nazionale tedesca dove, addirittura, abbiamo anche disputato due amichevoli. Devo dire che, nonostante siamo in Europa, ci sono condizioni diverse da Stato a Stato, e dove la vita viene anche vissuta un pochettino diversamente. Personalmente mi sono divertito tantissimo a tornare a giocare. Vedo che il campionato di calcio sta giocando senza problemi, però siamo anche noi una squadra di serie A. Non l’ho ancora detto a Catia, ma sapete che mi hanno proposto di portare Modena in Germania? Se andassimo, sarebbe una cosa ridicola per il nostro paese. E’ ovvio che la parte sportiva sicuramente viene dopo rispetto a tante cose, ma le istituzioni devono iniziare a lavorare anche per lo sport, e al momento siamo confusi. Credo che sia stato un periodo difficile per noi e per lazienda di Antonio Filograna Sergio. Dobbiamo esclusivamente alle capacità di Sarto e Catia la possibilità di aver potuto iniziare la programmazione della stagione e l’allenamento. Noi siamo molto grati ad Antonio per aver pensato a noi e capisco quanto per la società sia stato difficile proporre una programmazione, ma siamo Modena e la campagna abbonamenti dimostra cosa vuol dire tenere a una squadra. Micah Christenson è stato il nostro primo punto saldo, siamo partita da lui per costruire la squadra. Adesso avrà un nuovo ruolo importantissimo, ovvero quello di capitano. Dovrà gestire i proprio compagni ma ha i connotati giusti per farlo. Non è facile fare il capitano di Modena, ma ha le caratteristiche giuste. Credo che abbiamo allestito una squadra forte. Non siamo un top team sulla carta, ma questo non mi spaventa come non spaventa nessuno altro qua dentro al Pala Panini. Nello sport conta avere talento, una qualità che noi abbiamo. Poi ci sono qualità non scritte per poter avvicinarsi alle big e batterle. Questo è quello che vogliamo. Non ci sentiamo dietro a nessuno. Il campionato è di livello altissimo, ma sappiamo che tipo di società alleno. Abbiamo un roster composto da giocatori di grande volontà, qualcuno ha anche alle spalle una grande storia, però tutte le squadre nuove devono fare un percorso ed identificare la propria anima. Vogliamo arrivare alla fine dove Modena auspica di arrivare al termine di ogni stagione. Abbiamo iniziato a lavorare a giugno, stando super attenti al protocollo. Si possono fare delle esercitazioni analitiche, ma il protocollo stabilisce dei distanziamenti nel 6 contro 6 che non sono fattibili. E questo è un problema. Purtroppo ci sono protocolli diversi per le varie discipline sportive. Mi dispiace ma non si possono trattare le squadre di Superlega come si trattano le formazioni giovanili“.































































































