La “Gazzetta di Modena” riporta una lunga intervista allo storico dirigente del Sassuolo Remo Morini, che quest’anno festeggia i 35 anni con la società neroverde. Di seguito un estratto delle sue dichiarazioni: “Il Sassuolo è un po’ la mia seconda casa, tutto è iniziato nel 1985. Spesso ripenso a quando il Sassuolo vivacchiava nei dilettanti e giocavamo contro la Pavullese e i derby con la Sassolese. Il ricordo più brutto di questi 35 anni è la scomparsa di Squinzi, un signore in tutti i sensi. La sua scomparsa è stata una perdita enorme per il Sassuolo come lo è stata per me a livello personale. Calcisticamente, invece, la sconfitta nello spareggio per la Serie A contro la Sampdoria nel 2012. Se non ci fosse stato Carlo Rossi a convincere il Dottor Squinzi a restare la favola Sassuolo sarebbe finita lì. Il ricordo più bello fu la sera in cui mi sono seduto sulla panchina dell’Atletico Bilbao in Europa League, mi sono commosso ripensando da dove siamo partiti. La stessa sensazione l’ho provata quando andammo per la prima volta a San Siro. Mi fa piacere che i figli di Squinzi abbiano deciso di portare avanti il progetto ed è giusto dare merito anche a Giovanni Carnevali che in questi sei anni ha fatto fare un salto di qualità alla società sotto tutti i punti di vista. Tifosi? Stiamo lavorando per riportarli presto al Mapei Stadium”.
































































































