La stagione di Felipe Sodinha, con i dovuti paragoni, può essere confrontata con quella del trequartista dell’Inter Christian Eriksen. Il brasiliano, infatti, non ha avuto molto spazio in questa prima parte di campionato. Ha giocato solo due partite da titolare contro FeralpiSalò e Sambenedettese (in entrambe sostituito nel secondo tempo) e dopo i quarantacinque minuti nella gara contro il Perugia del 1° novembre, nella quale è subentrato a Laurenti durante l’intervallo, negli ultimi due mesi ha visto il campo con il contagocce. Panchine contro Imolese e Carpi, venticinque minuti a Mantova (poi costretto ad uscire per infortunio), indisponibile contro il Sudtirol, due minuti a Cesena e nuovamente solo panchina contro la Fermana.
Così come successo più volte a Christian Eriksen nell’ultimo periodo, anche Sodinha al “Manuzzi” è dovuto entrare a due minuti dalla fine. Il fatto che sia poco impiegato, di certo, non lo rende molto felice e con una storia pubblicata su “Instagram” si è schierato al fianco del calciatore danese e ha espresso il suo pensiero sul calcio di oggi con i giocatori che hanno doti tecniche importanti che vengono poco “premiati” e valorizzati: “Un calcio che umilia il talento, è un calcio che vale poco. Forse qualcosa di noioso. Estremamente tattico e maledettamente inutile. Ma forse ce lo meritiamo. E non lo dico io, lo dice questo sguardo (foto di Eriksen che entra in campo al 91′ di Inter-Bologna ndr). #nonèpiùdomenica”.






































































































