Modena Volley - Gazzetta di Modena, i sessant'anni del "Bombardero" Quiroga: "Modena con me per sempre"

Come riporta la Gazzetta di Modena, Quiroga in occasione dei suoi sessant’anni ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Oggi avrei voluto fare una grande festa con tanti dei miei compagni di un tempo. Dovrò aspettare, invece, fino al prossimo anno: questa pandemia continua a rompere le scatole, è vero che in Argentina siamo molto più liberi, ma meglio evitare problemi. Brinderò con mia moglie, Liliana, e mio figlio, Sebastian. [Oggi] gestisco i miei investimenti, è come nello sport: qualche volta si vince, altre si perde, non mi fate pensare alla Borsa, quest’anno si perde quanto guadagnato un anno fa. Vediamo come andrà in futuro, intanto aspetto che mio figlio Sebastian e la sua fidanzata mi regalino un nipotino. Vorrei essere un nonno giovane. Ho un bel rapporto con questa giornata, a renderla speciale sono le tante persone che ho vicino e mi fanno sentire benvoluto, non è poco, vuol dire che nella vita ho fatto del bene. Non è che si facessero follie, ma ricordo bene il rito di paste, pasticcini e pizze da portare in spogliatoio. Direi che quello che mangiavano bastava per un paio di cene. Poi ci si vedeva con qualche altro giocatore argentino che era in Italia: eravamo lontani da casa ed era bello ritrovarsi anche solo per poche ore. Sono stati anni indimenticabili quelli che ho vissuto lì: ho avuto compagni meravigliosi già ad Asti nella mia prima stagione in Italia, a Modena poi ho capito quanto e cosa significasse la pallavolo per la città. Solo chi ha la fortuna di giocarci può vivere quella sensazione, è davvero unica. E sono stato benissimo anche a Montichiari. Avrei voluto vincere [la Coppa Campioni], invece non ho potuto giocarla con Modena: nei nostri anni migliori avremmo potuto competere anche con i russi. Tra i ragazzi mi sento ancora con Luca Cantagalli e Andrea Lucchetta. E quando tornerò a Modena passerò sicuramente a casa di Leo Novi per il caffè, quello è sempre stato un piacere unico. Quando ero lì non me ne fregava nulla, oggi vorrei fare una foto con la Ghirlandina, perché è il cuore di Modena e a me Modena è rimasta nel cuore. Come il Palasport con tutta quella gente che ci amava e urlava i nostri nomi. Era incredibile! Vorrei anche tornare al negozio di Volleyball, con Ernesto, una persona con cui mi capivo sempre al volo, anche oltre alla pallavolo, e con “Ricciolo: quanto tempo ho passato lì con loro“.

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